mercoledì 22 marzo 2017

Figli dello stesso fango di Daniele Amitrano. Un libro da leggere assolutamente.


Nuova versione. Una telefonata misteriosa annuncia ad Andrea una morte di overdose. Lui, un giovane e affermato giornalista residente a Milano, decide di tornare nel suo paese dopo circa dieci anni. Il ritorno nella casa dove ha vissuto la sua adolescenza lo fa affondare nell'oscurità del tempo passato e rivivere eventi quasi del tutto dimenticati. Nel suo flashback ripercorre varie tappe: il dramma della malattia del fratello, afflitto da schizofrenia; la ricerca di una via d'uscita dalla monotonia della piccola realtà di provincia e il fascino dei ragazzi più grandi che appaiono imbattibili; la ricerca del prestigio sociale attraverso falsi miti generazionali, come la droga e la violenza; le leggi non scritte del branco. È un periodo di ribellione e di assoluta sete di libertà che induce il protagonista e i suoi amici a un escalation di eventi che li condurrà sull'orlo del baratro. Quando Andrea scopre l'identità del defunto, inizia la sua personalissima indagine. Incontrando gli amici d'infanzia, il giornalista scopre che la droga è sempre il filo conduttore degli eventi ma non è la sola protagonista che porterà all'epilogo inaspettato e drammatico.

Un libro bello ma tosto. Partiamo dallo stile che è molto preciso con descrizioni curate. Il che di per sé già me lo fa piacere. Figli dello stesso fango raccontano un degrado che purtroppo oggi rappresenta una parte della popolazione dell'Italia. Per fango si intende quella coscienza sporca ma anche quel cammino che porta l'uso della droga. Mentre stavo leggendo il libro pensavo al libro di Melvin Burgess Junk trovando fortunatamente questo comune. A parte che parlare di droga oggi è complicato e comunque scrivere un romanzo con questo tema non può far altro che lodare lo scrittore. La droga e la malattia mentale che porta all'alienazione del genere umano. Ma c'è anche la redenzione come la fuga di Andrea e chi invece preferisce rimanere incastrato in una condanna senza prospettive. Ma il libro ha la grandezza di essere un romanzo di formazione. Droga, festini e false emozioni ma anche l'amore. Un amore che sa di tradimento dove Andrea preferisce non litigare col suo migliore amico. Il capitolo finale sarà una risposta al lettore che avrà chiara la vicenda. E un'operatrice sanitaria con una frase ci svelerà una verità inaspettata lasciando il lettore a bocca aperta con un effetto a sorpresa. 
Un libro che non è un romanzo d'evasione. Un romanzo sociale impegnativo forse troppo e per fortuna dove finalmente si scrive una storia perché si vuole raccontare qualcosa di utile, per riflettere e ragionare. Un libro da proporre alle superiori per aiutare i giovani a scegliere la strada giusta. Un libro salvifico perché con questa storia tanti giovani possano evitare di entrare in giri sbagliati. Consiglio di regalarlo a chi ha figli adolescenti soprattutto se un po' ribelli. Amitrano sa scrivere bene e come lui anche Vito Ditaranto, Danilo Serra e Sergio Bianco hanno saputo entusiasmarmi. Sono quei libri da effetto "wow" che quando lo finisci finalmente puoi dire: Che bel libro intelligente. Ho dedicato il mio tempo ad un'ottima lettura. Sì. Ve lo consiglio davvero. E speriamo che rimanga in catalogo per tanto tempo. Abbiamo diverse generazioni da educare. 
Buona lettura 
Dome. 

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