mercoledì 8 febbraio 2017

La stroncatura della settimana. Noi: Come tutto ha inizio di Lucia Tommasi

La stroncatura di oggi viene fatta nei confronti di Lucia Tommasi. Libro innanzitutto sgrammaticato, il lessico privo di sostanza e oltre allo scempio della lingua italiana, gli stessi personaggi parrebbero persino come dire…analfabeti.
Il romanzo è ambientato  a Verona ma da buon lettore cerco qualche riferimento alla città. Niente da fare. Descrivere un minimo di città è peccato. Quindi potrebbe essere ambientato anche a Milano o persino a Giusulana o che ne so…a Sant’Agata Fossili?  Va beh…stendiamo un velo pietoso che una città menzionata non abbia un minimo di descrizione. Ma per la scrittrice è relativo. Forse per lei non per il lettore.
Serena si innamora di Michele (fratello di Andrea marito di Serena per inciso). Leggendo ci si domanda se i protagonisti abbiano fatto un minimo di scuola dell’obbligo. Per me sono dei semi-analfabeti.
La ragazza tradisce Andrea e rimane incinta di Michele. Effetto Beautiful. Il momento in cui scoprono che aspettano un bambino leggiamo un dialogo che è tragi-epico. Per l'emozione non riescono più a distinguere un verbo da una congiunzione. Chiamano la creatura Coso.
Comunque una cosa caratterizza questo libro. Personaggi, piatti, mosci ed errori grammaticali a profusione. Avevo la nausea più totale nel leggero questo libercolo.  Non solo. La storia non è solo scritta ma pensata pure male.
Poi come definire questo ammasso di fogli rilegato? Romanzo rosa? Thriller? Erotico? Non lo so. So che alla fine del libro avevo mal di testa e volevo piangere per l’uso improprio delle parole.
Non si scrive così un romanzo. E prima di pubblicarlo andrebbe visto, rivisto, corretto e possibilmente sistemato. Consiglio alla “scrittrice” una grammatica. Anzi ti consiglio vivamente, visto che ti piace scrivere, Grammatica Italiana  di Luca Serianni della UTET. Poi forse potrai scrivere.



Il libro è scritto male e anche pensato male. Facciamo un minuto di silenzio per quei poveri alberi usati per la stampa di questo scempio. Se avete un odio profondo nei confronti della natura compratelo pure. La natura probabilmente si ribellerà contro i lettori e le lettrici che l’hanno apprezzato e contro la scrittrice. Sicuramente la natura si rivendicherà contro la scrittrice e i lettori.
La bruttezza e l’inutilità del libro di Lucia Tommasi è palese. Oramai il libro l’ho comprato, ho speso  i soldi inutilmente me ne farò una ragione. Consiglio vivamente alla scrittrice di non continuare a scrivere seguiti se non prima sistemando il primo libro. È tempo davvero perso.
Comunque la carta usata per questo libercolo lo uso per la lettiera del mio gatto. È utile in questo caso. Infine se la scrittrice continua a scrivere in questa maniera l’unico consiglio che posso dare è quello di dedicarsi al giardinaggio, alla terra da coltivare o qualcosa di utile per sé. Almeno dimostra un po’ di rispetto per la natura.

Mi spiace ma per me è un no. Non è scrivere libri questo (riferito al Lucia Tommasi) e men che meno non è bello “dedicare tempo” in qualcosa che è fondamentalmente insensata come la lettura di questo libro. Ho letto altri self e vi assicuro che c’è tanta sostanza, impegno e le trame ben strutturate. Mi spiace ma per me è un no. 

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