sabato 31 dicembre 2016

La nascita del genere giallo troppo spesso ignorato. William Wilkie Collins e La Pietra di Luna.

All’autore W. Wilkie Collins pochissimi riescono ad associarlo come padre del genere del “giallo”. Per lo più tutti conoscono Agatha Christie ma di questi pochissimi in Italia ne conoscono l’esistenza. Nato l’8 gennaio 1824 lo scrittore è il padre del poliziesco. Collins era stimato da Dickens tanto è vero che lo scrittore di Oliver Twist provò a scrivere un romanzo poliziesco mai portato a termine intitolato The mystery of Edwin Drood. Ma se si vuole conoscere bene Collins consiglio La Pietra di Luna.
La Pietra di Luna, prezioso e antico diamante giallo originario dell'India, dopo una serie di avventurose vicissitudini nel corso dei secoli, arriva infine in Inghilterra e viene donato a una giovane nobildonna di nome Rachel Verinder nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Il gioiello, di valore inestimabile, scompare in circostanze misteriose quella notte stessa e un famoso investigatore, il sergente Cuff, viene incaricato di risolvere il caso. L'indagine, per quanto accurata, non porta a nessun risultato e causa, anzi, sgomento e confusione sia tra i membri della famiglia che nella servitù. A fare da sfondo a questo giallo c'è una romantica storia d'amore.
Detto così sembra proprio il solito giallo ma….Collins è indigia, dilata i tempi e complica sempre di più l’intreccio narrativo. Il lettore a volte si domanda se ce la farà ad arrivare alla fine del libro. Ma come al solito c’è chi innalza a Poe la grandezza dei racconti del mistero. Sicuramente. Diciamo che Poe faceva presto a parlare e a scrivere. Racconti brevi e straordinari facendo economia delle parole. Con Collins l’esatto contrario. Anche i personaggi non sono banali. Il sergente Cuff descritto come tristemente magro che aveva l’aria di non avere un grammo di carne nelle ossa sarà in un futuro un pachidermico Nero Wolfe. Il sergente Cuff uomo anziano dai capelli brizzolati è il padre degli investigatori.
Il romanzo poliziesco è sempre stato considerato erroneamente romanzo d’evasione. Ma senza La Pietra di Luna oggi non avremmo le serie tv che i media americani propongono in tutto il mondo, o il giallo finemente strutturato francese o perché no? L’Ispettore Barnaby che un po’ ricorda Cuff.
Ma il romanzo polizieesco in oltre cinquecento pagine risulta incruento. Fanno eccezioni il suicidio della Rosanna Spearman e poi l’unica vera vittima morta uccisa non sarà altro che il colpevole. Ma nel libro chi induce al sospetto si comporta come un vero secondo attore o meglio come dire un vero deuteragonista: uomo silenzioso, che non ama la compagnia e soprattutto uno che usa troppo spesso l’oppio.
Collins usa una narrazione a più voci, sul modello di The Ring and the Book di Robert Browning. Molti elementi di La pietra di Luna ebbero poi una vasta eco nella letteratura di genere successiva. Vi compare una considerevole varietà di personaggi attentamente caratterizzati, tra cui spicca appunto  il sergente Cuff, un detective ispirato al dickensiano ispettore Bucket di Casa Desolata. Fece anche sensazione la descrizione che Collins fece della dipendenza da oppio, di cui egli stesso fece largo consumo in vita e a proposito del quale fa menzione dell'opera Confessioni di un oppiomane di Thomas de Quincey.
Dal libro di Collins fu fatto un adattamento televisivo dalla Rai nel 1972. Poi come al solito per alcuni decenni lo scrittore Wilkie Collins fu totalmente ignorato. Ora la Fazi editore e anche la Newton & Compton hanno riproposto al pubblico italiano le maggiori opere di questo grandissimo scrittore. De La Pietra di Luna la BBC ha riproposto il classico in cinque puntate dal 31 ottobre al 4 novembre ottenendo un discreto successo.


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