venerdì 14 ottobre 2016

Ma quanto ci piace criticare i profughi oggi...e nel passato pure. Della guerra, dei profughi e di altre storie: Asmir di Sarajevo

Ma quanto ci piace criticare questa ondata di profughi siriani che scappano dalla Guerra. Eh certo! Ma cosa rompono i coglioni i curdi che scappano dalla Turchia, ma no...questi siriani che invadono l'Italia...non abbiamo da sfamare i nostri...poi con questi cellulari ultrafashion e glamour vogliamo mettere??? 

Ok basta scherzare e fare imitazioni di taluni italiani "brava gente". Riguardando la mia bella biblioteca personale l'occhio stavolta è andato su Asmir di Sarajevo di Christobel Mattingley. 

Ma cari...questa lettura di guerra è proprio un passatempo delizioso quanto un Harmony o una Lady Susan di Jane Austen. Mentre sto scrivendo questo articolo altri bambini siriani e curdi saranno fatti fuori allegramente...(ironia pessima lo so ma a volte gli attacchi d'urto funzionano di più rispetto a discorsi melensi e sdolcinati). Quindi...veniamo a noi...Oggi ciò che succede ai siriani lascia per lo più alle persone indifferenza totale. Non parliamo della realtà curda dove anche lì i diritti umani sono un optional. Ve beh che i turchi sono i padri del genocidio. Il primo genocidio europeo risale al '15 quando i turchi decisero di sterminare gli armeni per questioni politiche (armeni e russi erano amici) e religiose (gli armeni sono cristiani). Ma se facciamo un ripasso storico ben accurato oltre al triste sterminio armeno abbiamo lo sterminio degli ebrei del famigerato Hitler e poi altre guerre che non sono mai state dimenticate come quella del Vietnam. E in Jugoslavia? Gli anni '90 sono ricordati per l'arrivo in Italia di marocchini, albanesi (che scappavano dalla pressione di Alia oltre che la nazione Albania era in totale collasso economico), croati, serbi e bosniaci. Ma all'epoca il razzismo era meno forte di oggi...boh o così sembrava. E a proposito di immigrazione mi imbattei in questo libro. Asmir di Sarajevo. Ma che tenero bambino musulmano che scappa dalla sua terra per andare in Austria. Proprio un viaggetto...si come quelli delle crociere. Ma anche no. Intanto il bambino ha visto morire il postino e la fabbrica di cioccolato (non quella di Dahl) esplodere. Quindi una bell'Odissea e finalmente salvo in Austria terra straniera per lui. Stiamo parlando di un bambino. Della guerra e del lasciare la propria terra per poter vivere...eh già questi stranieri quanto rompono...per fortuna la scrittrice se ne ha preso cura e ha salvato la famiglia scrivendo questo libro. Meno male che qualche anima pia esiste ancora. Ok basta scherzare. Leggere questo libro fa capire come il dramma di un conflitto non è solo cosa per adulti. I bambini in primo luogo perdono la loro identità. Sono vittime di volontà sciocche e futili di politici paonazzi. Ora mi dite che differenza c'è tra un Asmir o un bambino profugo siriano o curdo o africano o di qualsiasi parte del mondo? Ad Asmir gli è andata bene che aveva i genitori. E oggi? Sono indifesi. Ma che bella bambina...vuoi vivere e avere il pane? Vai a lavorare in strada e mi raccomando non tenerti i soldi se no finisci male...se se maschietto anche peggio. Vuoi vivere??? Ecco la droga e vai a venderla. I bambini che scappano dalla guerra a volte si trovano immischiati in giri di prostituzione e di droga e quindi scompaiono agli occhi della società. E il più delle volte ci cascano non perché vogliono fare certe cose ma perché non hanno aiuti umanitari che li possano proteggere e farli avvicinare a qualche famigliare. 
Facile criticare (come spesso sento con tanto disdegno in Telelombardia) gli immigrati. Forse non ce ne rendiamo conto. O meglio forse non se ne rendono talune persone delle cose affermate. Oppure mi viene da dire che la Seconda Guerra Mondiale è un ricordo lontano? Le guerre che subiscono gli altri sono meno importanti di quelle vissute in prima persona? E peggio ancora l'indifferenza dell'Europa nei confronti della Siria dove le immagini sono agghiaccianti o come sono trattati i curdi nella parte Est in Turchia. Abbiamo troppi Asmir e pochi sono quelli rispettati. Una crisi economica non giustifica nel maltrattare i rifugiati. E prima di parlar male a proposito di rifugiati ricordiamo Asmir, Zlata (celebre è il suo Diario) ma anche Vladimir Jokanovic Non è la mia guerra Guanda Editore. Persone sobillate ed aizzate all'odio razziale, usate per rendere possibile il sogno nazionalista di qualche burattinaio e generazioni di croati e serbi spazzati via in pochi anni. La sciagura della guerra e di una dittatura la causa nel diventare profugo. Ma a volte fa comodo non pensarci. Buona lettura e buona riflessione. 


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