mercoledì 12 ottobre 2016

I campi di concentramento? Quei Frankenstein di Mary Shelley realizzati



Non voglio creare polemiche letterarie o storiche. Ma stavo rileggendo Frankenstein quando mi è venuto in mente una cosa. Ma cosa abbiamo capito di questo classico etichettato come horror e drammatico. D'accordo non è un romanzo felice e il film di Kenneth Branagh ne è la conferma. Però quanta tristezza nel sentire persone che mentre lo leggono dicono: carino come romanzetto. Ma il romanzo della Shelley è qualcosa di più. Al centro c'è la vita. O meglio creare una vita. Lo scienziato Frankenstein crea nella sua fase più intima e misteriosa. 
Frankenstein era presente nei campi di concentramento tedeschi. Nelle pagine oscure del nazismo e dei lager dove gli scienziati tedeschi facevano i loro esperimenti. 
Hitler cercava di creare una razza ariana pura come se fosse stata eletta con un forte odio per gli ebrei. Ma la creazione di esseri artificiali non è solo stata un'idea di Mary Shelley. In Never Let Me Go di Kazuo Ishiguro abbiamo dei cloni creati appositamente per l'espianto di organi. Il libro della Shelley si sente anche dopo la Seconda Guerra Mondiale con il lancio delle due atomiche a Hiroshima e Nagasaki dove la scienza procede senza riflettere le cause disastrose. 
Quindi tutto si incentra su quella scienza che manipola, dirige, cambie e muta. Anche questo libro nasce da un incubo come per Stoker o Walpole (The Castle Of Otranto). Libro rifiutato e disperato al pari di un Bovarismo c'è un'intensa paura dell'ignoto, ma vi è anche un tema attuale. La paura del diverso quindi emarginato. Chi sono i nuovi figli di Frankenstein oggi? Gli immigrati, il popolo LGBT o tutte o tutti quelli che consideriamo diversi. Negli anni '90 andava di moda disprezzare albanesi, marocchini ed ex-jugoslavi (Croati, serbi e bosniaci che scappavano dalla Guerra) e oggi? I siriani. 
Leggere un classico non è semplice. Siamo abituati ad insegnanti che danno il libro in pasto agli studenti e poi???? Si ok i ragazzi si intrattengono alla lettura, imparano qualche vocabolo nuovo grazie alla lettura ma poi? Chiuso il libro fine della storia. Dobbiamo imparare a far ragionare i ragazzi oggi proponendo sì i classici ma confrontarli con la Storia e con ciò che sta avvenendo o che è accaduto. 
Non è semplice leggere un libro scritto fra il 1816 -1817 ossia 200 anni fa. Eppure leggerlo dopo certi avvenimenti non si può altro che confermare che la Shelley sia di una attualità pazzesca. La visione apocalittica della Scienza non è terminata. Vedremo altri eventi catastrofici dovuti alla scienza? Probabilmente sì. 
Un libro da leggere già alle superiori affrontandolo con la visione attuale della società e delle scienze. 
Buona lettura

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