giovedì 29 gennaio 2015

Della fame e della guerra

Era serbo. Aveva fame. Erano giorni che non mangiava e lungo il confine con quella che sarebbe stata la Croazia vide tante case. Alcune erano rimaste illese dal fuoco nemico. Decise di entrare dentro. Nella casa c'erano due genitori stanchi della guerra. Sulla mezza età ma fisicamente sembravano ottantenni decrepiti pronti alla morte. Lui, l'uomo di casa non lo voleva in casa sua.

- Vattene o sparo. - disse il padrone di casa.

Serji il soldato non tollerava essere maltrattato da un croato inutile. Tirò fuori la sua pistola.

- Stai zitto croato di merda, essere immondo, con me devi portare solo rispetto. Per tanto adesso muori e poi ti butto in una fossa. - disse il soldato con toni minacciosi.
La moglie urlava dicendo di non farlo ma il soldato sparò alla donna dritto alla testa che cadde subito morta e fu messa a tacere per sempre.
L'uomo fu portato in giardino. Scavò una fossa e poi il soldato sempre con la pistola puntata disse all'uomo:

- Adesso entra dentro.

L'uomo ubbidì. Sapeva che era giunta la sua ora. Con il fucile sparò alcuni colpì. L'uomo cadde dentro la fossa. Era morto. Il soldato corse in casa prese il corpo della donna e lo butto dentro. Coprì la fossa. Pulì la cucina e nessuno aveva nulla. La figlia era ritornata dalla spesa. Era sopravvissuta dai colpi dei cecchini.
Posò la spesa sul tavolo. Ma non c'era nessuno e la porta stranamente era aperta. Allora il soldato prontamente chiuse la porta.

- Spogliati puttana di una croata.
- Chi sei???? Cosa vuoi????
-Spogliati o ti spoglio io! - disse il soldato che aveva scolato due vodka e aveva l'alito che puzzava di alcol.
- Lasciami andare! Non sei il benvenuto!

Il soldato strappo il golf della ragazza e la camicetta vecchia della ragazza. Si divertiva mentre toccava il seno della ragazza a spegnerle le sigarette che fumava sulla tetta sinistra. Poi come se non bastasse con il pene ingrossato prendeva la testa della ragazza e diceva:

- Adesso ingoia questo uccello sporca puttana ebrea croata!

La ragazza non voleva. Si rifiutava. Allora mentre la teneva con la forza slacciò la sua gonna e glielo infilò l'uccello con tale violenza che la ragazza sentì un dolore lacerante.
Mentre spingeva la buttò sul tavolo e continuò a scoparsela con violenza sempre più forte.

- Quanti anni hai troia????
- Quindici. Ho quindici anni. - diceva piangendo dal dolore.

La ragazzina era esile. Biondiccia magra con un ventre gonfio pieno di aria, ossuta e un viso scavato. Odorava di fica fresca. Sembrava pulita. O meglio era pulita. Lui odorava di alcol e di sigarette. Puzzava. Erano giorni e giorni che non si lavava.
La violenza continuò. Dopo averla scopata la prese dal tavolo la ragazzina.
La inginocchiò. Dopo di che con la cappella rossa ingrossata mise il cazzo in bocca alla ragazza. La ragazza gli ciucciò il fallo. Era obbligata. Non poteva ribellarsi. Ci provò ma le forze le mancarono. Il soldato serbo perse la pazienza.

- Rivestiti puttana che non sei altra! - disse l'uomo.

La portò in giardino. Con un calcio la fece cadere. Poi con la pistola la uccise con un colpo di pistola dietro la nuca, La lasciò li. Rientrò in casa. Prese alcune per non dire tante cose della spesa e se ne andò. Il soldato aveva riempito la sacca militare piena di spesa. La guerra doveva ancora terminare...

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