mercoledì 26 marzo 2014

Storie di Cuori: Percanta que me amuraste. (Per Esteban Meloni e tutti gli argentini di origine Italiana).

Era di origine italiana. Ma la cosa non gli faceva più di tanto senso. Sapeva due lingue: Spagnolo e Italiano. Sebbene fosse di origine italiana mai e poi mandò a visitare l'Italia. Ma dopo tutto non era soggetto che non volesse viaggiare. Era un periodo difficile per l'Argentina. La crisi in quell'anno era davvero pesante. Alcune famiglie di Bahia Blanca e Buenos Aires pensarono bene di ritornare in Italia. I più coraggiosi decisero di rimanere in Argentina. 
I D'Andrea, Peretti, Luppolo lasciarono Bahia Blanca. La comunità italiana che viveva in quella città rimase in silenzio. Era destino. Homero Belverde era un giovane che aveva passato abbondantemente i 30 e si avvicina ai 40 di anni. Suonava la chitarra. Di giorno era un insegnante di Storia. La sua materia amata. Poi però con la crisi le cose complicarono la sua vita. Mentre stava ritornando da scuola in quel caldo mese di gennaio sbatté involontariamente contro una ragazza. Homero, volto intelligente, occhi espressivi chiese subito scusa. 

- Mi scusi signorina...
- Signorina Natalia Pérez Vaccari.
- Vacch che?
- Vaccari. Cognome piemontese. La mia famiglia si trasferì dopo la II guerra mondiale. Cognome Italiano, Piemontese. Appunto. 
- Davvero? Pensa che i miei sono di origine milanese. 

Iniziarono a parlare in Italiano. Homero non se l'aspettava che l'Italiano servisse per comunicare con i connazionali. Lei era una dirigente di un'azienda che faceva telenovelas. Una delle tante. La Soap-mik. Bella da far paura. Lui invece era un povero insegnante in crisi che era senza stipendio. 
Gli incontri si fecero frequenti. A metà mese di gennaio a casa di lui dopo una cena a base di pizza, vino e musica italiana Natalia fece la sua prima proposta. 

- Homero vorresti....come dire....sposarti?
- Ma chi vuole un insegnante che tra un po' sarà senza stipendio? Il terzo mese consecutivo tra l'altro. 
- Ho una proposta. 
- Dimmi Natalia. Intanto non ho niente da perdere. - disse triste il giovane. 
- Vieni a lavorare per la Soap-mik. Vendi le telenovelas in Italia o scrivi sceneggiature. Sei sveglio. Mi piaci.

Si baciarono. Lei era responsabile. Ordinò la casa di lui in maniera impeccabile. Stirò le sue camicie che erano un po' messe senza un criterio logico. Le giacche furono sistemate negli armadi come i pantaloni e le scarpe. Quella sera Homero non curante dell'abito si mise una comoda camicia a quadri scozzese verde e blu e dei jeans e per scarpe delle Converse blu. Lei invece aveva un abito di seta nero. 
Si baciarono. Poi a lei venne una domanda:

- Homero...
- Sì. 
- Qualsiasi lavoro? 
- Qualsiasi lavoro.
- Perfetto. Lo sapevo che eri un ragazzo che ti davi da fare. Visto che senza barba sembri un trentenne più o meno, fare qualche comparsa nelle soap tipo imbianchino, verduraio o simili?
- Per me va bene. Anche nella realtà li ho fatti questi lavori per pagarmi l'Università. 
- Bene. Dal 1 febbraio lavorerai anche qui visto che lo Stato non ci aiuta. 

Natalia faceva carriera mentre il povero Homero si dava da fare con ciò che poteva. Per fortuna figlio unico e i suoi genitori stavano bene. I genitori di lui come quelli di lei vivevano a Bahia Blanca mentre i giovani vivevano a Buenos Aires per lavorare. Le spole al week-end erano inevitabili. A Homero piaceva molto il tango e una sera di fine gennaio Homero mise un cd di Discepolin. 
Lei bella come sempre, con un fisico pazzesco, alta, magrissima e con un collo da cigno meraviglioso, si lasciò trascinare nel ballo. Finito il brano Yira Yira Natalia disse:

- Lo sapevi che il primo brano cantato di tango si chiama Percanta que me amuraste che significa Donne che mi abbandonasti?
- Si lo sapevo. - disse contento Homero. 
- Immaginavo. - Natalia sorride e gli fa un occhiolino. 
- Perché me lo chiedi? - disse Homero tra lo spaventato e il curioso. 
- Non ti mollo. Su questo stanne certo. Un uomo che ama il tango mi elettrizza e già che ti chiami Homero....- disse contenta. 
- Sei allegra vero? - disse felice Homero. 
- Ma Homero con o senza H? - chiese scioccamente lei. 
- Con l'H visto che è anche un nome spagnolo. - sbuffa sorridendo. 
- Homero....
- Che c'è?
- Voglio sposarmi e avere un figlio. 
- Sicura, c'è nel senso che ci conosciamo da quindici giorni...- disse il ragazzo gentilmente. 
- Ma sì, sì. Al diavolo tutti....- disse felice ed euforica. 

Si avvicino a lui. Poi con le sue mani prese le braccia ossute di lui. Lo portò verso la sua stanza da letto. Gli sbottonò i bottoni della camicia a quadri rossa e blu e gliela tolse. Lui allora si sbottonò i pantaloni di cotone blu e con i piedi si tolse le sue converse. Lei si fece slacciare la zip dietro e buttò via le scarpe con i tacchi alti. Fecero l'amore. Lei era al settimo cielo. Come se l'avesse sempre conosciuto. Lei sapeva che poteva rimanere incinta e di fatti non usò nessuna precauzione. 
Si abbracciarono e mentre lo facevano si baciavano appassionatamente. Lei finito di far l'amore si addormentò. Lui sveglio la teneva stretta a se. L'amava. Era la donna che lo rendeva felice ogni minuto e secondo della sua vita. 

Nove mesi dopo

Natalia stava per essere madre. Homero era al settimo cielo. Il bambino si sarebbe chiamato Ivo. Partorì all'Ospedale Materno Infantile Sarda in via Esteban de Luca. Homero era in ansia per la ragazza e il nascituro. Stava diventando padre. Gli amici non sapevano come trattenerlo dalla sua ansia di vedere il bambino. 

- Homero calmati. - disse Juan
- Hom andrà bene. - disse Esteban, il suo migliore amico.
- Sarà un maschietto bellissimo. - aggiunse Lucilla. 
- Ti darà soddisfazioni e sarai un buon padre. - concluse Pilar la sua migliore amica. 

Il bambino, Ivo, venne al mondo, con la gioia di tutti. Homero sgobbava e scriveva sceneggiature per telenovelas, continuava a insegnare storia e soprattutto continuava ad amare Natalia e il suo piccolo Ivo. Non riusciva mai a staccarsi dal figlio. Era un padre premuroso, attento e vigile. Non fece mancare nulla al figlio e men che meno alla donna della sua vita. Ivo quando terminò le superiori decise di studiare in Italia Chimica. I genitori approvarono. Sapeva bene l'italiano. Homero e Natalia glielo hanno insegnato in maniera impeccabile. Ma Ivo tornò finita l'Università. Amava l'Italia ma il destino come quello di Homero e Natalia era scritto in Argentina. 


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