venerdì 21 febbraio 2014

Cavallo di Troja (Sistemi d'intelligenza)

Ma si che finirà questo Festival che è in Rosso e finirà in Rosso. O meglio Rosso di parole ma non di cachet visto che gli operai non arrivano a fine mese e i suicidi sono all'ordine del giorno. Parolacce inutili e quanto mai futili in un contesto nazionalpopolare. Discorsi scontati sulla bellezza. Che poi se i bambini guardassero film e cartoni animati Manga avrebbero leggermente gli occhi aperti ma batuffolo Disney piace per dimenticare la realtà. E non parliamo delle canzoni che sembrano già ascoltate. Plagio? Ma anche sì. Non credo sia il Festival un evento di grande importanza in questo momento. Se ha chiuso i battenti il Festivalbar perché non chiudere anche San Remo con i suoi flop, i suoi ospiti che non interessano i giovani e la femminista Littizzetto che ha davvero rotto le scatole con le sue lamentele?
Ma si sa. Neanche un flop ferma questo Festival delle inutilità. Eppure così gira il mondo. Il Festival tanto acclamato negli anni '90 si è ridotto ad un circo delle volgarità gratuite con tanto di un bel VAFFA in piena serata. Non consideriamo che ci potrebbero essere minorenni a seguirlo. Ma nooo...tutto ammesso e concesso. 
Credo che l'intelligenza porti a non seguirlo più questo Festival delle marionette, con dive che non sanno ne cantare ne ballare. Almeno il rispetto va tenuto per quei artisti non famosi che hanno studiato canto e danza. 
La comicità si sta esaurendo e la noia, effettivamente, è piuttosto pesante. Solo dieci di minuti di Festival arrivi al sonno e al mantra più totale. Questi una dormita REM che poi ti fa svegliare con una botta piena di adrenalina all'Eurovision. Almeno lì sappiamo cosa significhi fare musica. 
Tempi lontani dalle artiste di calibro come Patrizia Bulgari o Rossana Casale o Irene Fargo. Le artiste in gara facevano canzoni e la Kermesse era tanto glamour, moda e ironia piacevole. Adesso invece il trash è servito e i boccaloni seguono il Festival come se fosse un evento irrinunciabile. Per fortuna lo share è diminuito. Chissà che mamma Rai non cambi direzione. L'eleganza di Occhipinti? Tempi lontani....
Ma si sa. A Febbraio il Festival delle canzoni da dimenticatoio. Dal 2004 le canzoni del Festival non sono stati eccellenti a tal punto che chi se li ricorda? Un motivetto che dura il tempo di qualche mese mentre poi la gente pensa ad altro.
Ma sappiamo come gira il mondo. Un po' di can can e poi nel giro di qualche anno la coppia Littizzetto e Fazio presto nel dimenticatoio in quanto troppa modernità non ha fatto altro che nuocere un Festival già precario di suo. Non dico che il Festival della Canzone sia futile quanto un Grande Fratello o un'Isola o la Fattoria ma poco ci manca. Forse la Rai davvero dovrebbe creare programmi che soddisfino i gusti di tutti intellettuali e non. E poi parliamoci chiaro. Littizzetto e Fazio, lo dico da sinistroide, fare un Festival apartitico no eh? E' stato come dire...tirarsi la zappa sui piedi. In primis perché solo i più infervorati sinistroidi l'hanno guardato con smania. E in secondo luogo non hanno tenuto conto dei giovani che potevano essere una buona fetta di pubblico. Artisti over 70 non penso siano un'attrazione per gli adolescenti di oggi. La cosa brutta è che si ritengono gli intellettuali (piuttosto volgari) indispensabili dell'Italia. Si può fare cultura e musica in altre maniere. Sembra che l'intelligenza sia venuta a mancare in questo Festival mentre la volgarità era presente costantemente. Vale la pena di seguirlo ancora, almeno per il 2014, il Festival? Ma anche no. Già dato guardandolo 10 minuti e vi assicuro che la noia e la pesantezza si sentiva. Se devo dare un voto a mala pena arriva ad un 3 meno meno, simpatia pari a 1 e canzoni che comunque non arrivano alla sufficienza. E' un pollice in giù. Ma comunque so già che tra qualche mese nessuno ne parla più. Aspettiamo con ansia l'Eurovision Song Contest. Li, almeno, la musica è Musica con la M maiuscola e la conduzione è almeno seria. E gli ospiti invitati? Tempi lontani Cranberries, Céline Dion, Enya, Madonna o Bon Jovi. Con tutto il rispetto per il mondo LGBT ma non è un Festival che aiuta nei vostri diritti. Occorre manifestare in maniera seria non con costumi carnevaleschi al Gay Pride. Poi ognuno è libero di essere se stesso. Mi aspetto dal 2015 un Festival apolitico, apartitico per il rispetto dell'essere umano perché la televisione è un bene pubblico. Altrimenti c'è sempre la soluzione B: televisione spenta. Da un po' di anni tengo la televisione spenta forse perché i programmi non sono all'altezza. Talk show dove si dovrebbe discutere in maniera civile sembrano SCREAM show dove ci si urla addietro, ci si insulta e ci si prende a sberle e a botte.
Ma anche no...volendo. Come divertirsi senza arrivare al trash? Con un buon libro e quando dico un buon libro intendo un libro di un certo livello, meglio se saggio o romanzo di un certo calibro.
Comunque questo Festival non mi ha preso. Sia per i conduttori che ce li dobbiamo assorbire al Sabato e alla Domenica a Che Tempo che Fa e sia perché la volgarità stona in un contesto dove dovrebbe emergere eleganza, glamour, rispetto e musica di un certo livello culturale non canzonette per bimbiminkia rossi. La Cultura è Rossa? Mah....inizio a dubitarne pesantemente. Forse la Cultura non è ben intesa dai Rossi. Sarà il caso che inizino a studiare un po' di Burckhardt, Burke, Darnton, Gombrich e Said. Allora dopo se ne potrà discutere su cosa sia effettivamente un prodotto culturale al servizio delle persone. Non ci siamo. Per me è un no. 
Segui il Festival? No. Ho di meglio da fare.... 

Nessun commento:

Posta un commento