domenica 5 gennaio 2014

Una Partita

La moglie andava a rivendicare la morte del marito. Si. Il capo di lei per gelosia l'aveva ucciso. Mentre lavorava nei campi lo colpì con un una fucilata dietro la schiena. Era morto all'istante e non se ne era accorto. Il marito della donna era un bracciante piuttosto giovane, quarantenne, alto e ben messo. Il padrone era di media statura. Sempre elegante, piuttosto dandy con movenze che potevano destare sospetto della sua sessualità. In realtà era molto virile e violento. E dietro all'abito perfettino del padrone si nascondeva una certa cattiveria. Le sue camicie azzurre, bianche con il colletto inamidato perfetto, la cravatta blu o nera e l'abito grigio sempre impeccabile. Era così Luigi. Saverio invece era un bracciante che andava in giro vestito benino ma non eccelleva nella moda. Però pensava a lavorava tanto. Sempre con camicie a quadretti di flanella o di cotone, pantaloni grigi o marroni e i suoi stivali. E la sua zappa. Quella non mancava mai. E neanche le chiavi del trattore. 
Coltivava per il suo padrone ignaro che Luigi ci provava spudoratamente con Agostina, la bella fra tutte le belle, con quella pelle rosea, il rossetto Chanel sulle labbra, il fisico di una donna bella in carne con curve piacevoli. Eh sì. La tentazione per chiunque. Agostina quella donna che tutti avrebbero voluto portare a letto. Il sogno erotico di uomini e adolescenti che si toccavano nascosti nei campi pensando a lei, al suo fisico e che mentre si masturbavano sudavano raggiungendo il massimo del piacere. Una donna cosa provoca a volte...
Agostina andò a casa del padrone. Aveva una pistola nella borsetta bianca. Indossava un abito anni '50 a pois rossi. 
Luigi l'accolse in casa. Era vedovo da poco perché sua moglie era morta in un incidente in auto. Aveva bevuto troppo e inoltre si era iniettata una dose di eroina. Era uno scandalo che Luigi mise a tacere in tempi brevi. 
Luigi preparò il caffè e lei si sedette tranquilla. Poi prese la scacchiera e iniziarono a giocare. Agostina odiava gli scacchi ma non c'era altro gioco. Agostina prese la parola per prima. 

- Perché me l'hai ucciso?
- Perché meriti di più. 

Luigi stava giocando bene e nel giro di poco tempo si mangiò tre pedine. 

- Cosa volevi da lui?
- Niente. Volevo te, bella donna, mia cara Agostina. 

Niente. Luigi stava vincendo. Allora mentre era concentrato alla prossima mossa, Agostina prese la pistola, la puntò sulla testa di Luigi e sparò. L'uomo si accasciò sulla scacchiera in poco secondi. Era morto. Stava vincendo la partita, ma aveva perso per sempre la vita. 
Nessuno seppe il motivo della morte del padrone. Nessuno andò al suo funerale se non un paio di amici, pervertiti e assetati di sesso. Agostina andò al Cimitero da suo marito. Era lì la sua foto. Sorridente, con i suoi capelli neri ordinati, la sua camicia a quadretti blu, gli occhi che sprigionavano felicità. Mise i fiori freschi. Lo guardò una volta, due volte, tre volte e non si stancava. 

- Ti ho rivendicato... - disse Agostina in lacrime perché sei stato il mio vero e più grande amore. Aspetto solo la mia morte. 

Agostina tornò a casa. Si preparò da mangiare. Guardò la televisione. Poi si mise il pigiama e andò a letto. Quella notte stessa rivide il suo caro marito nel sogno. Saverio che sorrideva. Agostina dalla tensione e dalla forte emozione morì di infarto contenta di aver rivendicato suo marito. 

FINE

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