mercoledì 22 gennaio 2014

LA DONNA CHE SCOTTA

Le sue relazioni duravano davvero poco. Al massimo due o tre anni e poi di nuovo un altro ragazzo. Oh si, era proprio così. Si chiamava Arianna Botto ma per tutti era Ladovia in quanto per lei i rapporti sessuali erano normali.
Non era alta. Misurava un metro e cinquanta. Bionda con occhi castani. Aveva un'aria che dimostrava di sapere tutto lei. Non si poteva contraddirla. Sembrava persino che fosse la perfezione in persona. E del resto non aspettava altro che correggere gli altri, soprattutto i maschi, sia dal punto di vista linguistico che anche dal punto di vista comportamentale.
Si. Arianna Botto era così. La dea scesa sulla terra. Gli uomini sciocchi penzolavano dietro a lei. Tempo qualche tempo li si vedevano disperati più che mai. Arianna li mollava facilmente. Tante scopate, otteneva ciò che voleva e quindi bye-bye uomo inutile che non servi più.
Arianna non solo era così. Con le donne era piuttosto ambigua. Faceva parte di un gruppo femminista che si chiamava Matilde Serao. Era la capessa, la comandina che o si faceva come diceva lei o si veniva estromessi senza troppi complimenti. Le donne estromesse dall'associazione erano all'ordine del giorno.
Non parliamo poi di cosa inculcava alle sue care donne...

- Gli uomini sono bastardi, bisogna castrarli tutti, bisogna staccare a loro le palle e vedi come non sentono più certi bisogni. Bisogna tagliare a loro i peni. Oh sì, quei cazzi che a loro servono per godere. A loro piace tanto scopare e quando vanno in calore ci violentano spudoratamente e senza troppi complimenti. Maledetta natura di merda che hai creato gli uomini....

Sì. Arianna Botto era femminista, suffragetta molto conosciuta in quel paese di periferia di Milano. Le donne, le meno intelligenti, la seguivano per i suoi discorsi. E così dopo la riunione nell'associazione Matilde Serao andava a casa del tipo. Si svestiva, mostrava le tette in pura libertà e quando si toglieva le mutande iniziava il momento per lei più bello. Era in un periodo buono e voleva addirittura diventare madre. Quindi scopate senza anticoncezionali e men che meno profilattici al sapore di fragola e caffè. La voglia scalpitava e calciava in lei. Il suo timido ragazzo, un banchiere conosciuto a Milano, si toccava aspettando l'erezione. Lei col dito andava in fondo alla vagina quasi cercando un sapore liberatorio di piacere. Alla fine la coppia si unì e i due giovani scoparono nel letto matrimoniale di lui. Era un separato ma il letto rimase in casa di lui come se gli servisse a qualcosa di importante. Il ragazzo, Manuele Culasi, era un occhialuto mezzo beota. Scopava e poi dopo la sigaretta si appisolava come un deficiente.
Ma ad Arianna poco importava. Nel giro di qualche tempo l'avrebbe lasciato per qualcuno migliore di lui.

Passò un mese e Arianna andò in casa di Manuele. Troppo euforica. Appena arrivata mise un singolo dance anni '90. Era la canzone di Neja Shock! e iniziò a ballare con le gambe atteggiandosi modella. Mentre ballava iniziò a scendere del sangue dalla vagina. Inizialmente non se ne accorse e rideva e rideva e rideva...
Manuele la portò all'ospedale. Aveva perso il bambino in maniera spontanea e la dichiararono impossibilitata ad avere figli. Ma lei dava la colpa al medico che di donne non ne capiva molto. E la sua frase ricorrente era:

- Cazzo capiscono gli uomini di donne. A mala pena capiscono di motori, di banche, di scopate, di tette e culi. Questi uomini, in primis i medici, sono proprio inutili....

Si Arianna, a furia negli anni ad avercela contro gli uomini, rimase sterile. La sua fregna pulita serviva solo per i rapporti sessuali ma non poteva aver figli e quindi diventare madre. Sapeva, quindi, che se mai subiva una violenza sessuale niente poteva creare danno. Non correva questo rischio se non malattie veneree. Era il suo castigo. Alla fine si sposò. Il marito voleva avere un figlio. andarono da psicologi che facevano domande carogne. Lei non poteva avere figli per via di una condotta troppo libertina. Il marito la lasciò e si trovò un'altra donna da cui ebbe un figlio bellissimo. Lei rimase alla fine sola. Morì dimenticata. Era una donna che col tempo capì i suoi errori. Ma oramai era tardi....

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