domenica 19 gennaio 2014

LA CULTURA DEL TERRORE/1

Era in collegio di preti, a Milano. Un bambino di nove o dieci anni, chissà, forse anche più grande, decise di andarsi a confessare per la prima volta. Aveva commesso dei peccati che non sto a giudicare. In compenso i suoi genitori erano persone che non meritavano il perdono divino in quanto scrivevano bestemmie, insulti gratuiti in blog altrui senza dichiarare mai il loro proprio nome ma creando nomi fittizi.  
Il bambino confessò che aveva rubato delle caramelle, che aveva copiato il compito in classe e che si era masturbato pensando ad un'attrice più grande di lui che faceva telefilm musicali per ragazzini e adolescenti. 
In quel momento, dall'oscurità del confessionale apparve la mano del prete che mostrava un Crocefisso di bronzo. Il prete obbligò il bambino a baciare Gesù sulla croce. 
Il bambino si rifiutò e allora con la Croce lo bacchettò sulle mani. Era un prete anziano. Aveva 80 anni. Sapeva come castigare per far riflettere. 
Mentre bacchettava il bambino il prete ripeteva:

- Tu lo hai ucciso, tu lo hai ucciso. Devi sentirti in colpa per ciò che hai fatto, solo Dio perdona, io no e la tua famiglia sarà maledetta....

Giacomo de Girolamo era quel bambino in ginocchio nel confessionale. Diventò uno spacciatore di droga e un mafioso potente. Lui e la sua famiglia furono sterminati per un conto in sospeso con la malavita milanese. Non rimase più traccia di quella famiglia. 

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