martedì 6 agosto 2013

RELAZIONI PERSONALI

Osservo ahimè. Ascolto ahimè. Più conosco nuove persone meno le stimo. Sono poche le persone che stimo e ancor meno le persone che amo e voglio bene. Sempre di più sono convinto dell'incongruenza di talune persone. Non che non dia la possibilità di lasciarle parlare ma noto sempre di più l'incapacità di confrontarsi, l'incapacità di analizzarsi. 
La società si è evoluta. I valori sono venuti a mancare e noto con un certo distacco quell'incapacità di mantenere le relazioni di qualsiasi tipo. Spesso siamo a portati a pregiudizi atavici, spinti da amici degli amici, e pertanto le relazioni extrafamigliari si fanno davvero complesse. Innanzitutto confermo che si è amici solo davanti ad una birra o una partita ma poi tutto finisce lì. Come se i rapporti tra le persone non contassero nulla. 
D'altro canto noto anche l'incapacità delle persone nel saper accettare giudizi (con scopi benefici) quasi come se facesse comodo rimanere come si è. E' una società in netto peggioramento. Valori mancanti, bestemmie gratuite e facilità nel chiedere scusa senza rancori. 
Per la serie siamo talmente omologati in gruppi che se non rispecchi tali canoni vieni automaticamente escluso. I rapporti veri, quelli del confronto, del chiarimento sono oramai morti in questa società. 
Motivo per cui preferisco l'amico Silenzio. Passare dal rumore delle parole vuote al silenzio non è difficile. Non è isolarsi ma sicuramente aiuta a capire maggiormente se stessi. 
Meno frequenze usa e getta possibilmente. I rapporti usa e getta sono la piaga del nuovo millennio. Anzi fa più comodo abbandonare tutto e tutti e tirare fuori gli artigli per salvare un'amicizia o un rapporto di cui veramente ci credevi è praticamente impossibile. 
Noto sempre con un certo distacco anche i rapporti che si creano nei locali o in altri ambiti. Si è talmente usa e getta che spesso poi ci dimentichiamo di chi abbiamo conosciuto. E' vero anche che a non frequentare più persone si dimentica nomi e fisionomia. 
Ma dimenticare nomi e fisionomia non è una colpa ammissibile se la persona o le persone non ti hanno dato modo di farsi conoscere. Tendo troppo spesso a dimenticare un po' le persone. Non per cattiveria o perché non mi fossero simpatiche. E' semplicemente che non condividendo esperienze formative di un certo calibro si fa presto a dimenticare tali persone. L'amicizia o fratellanza porta inconsapevolmente ad esperienze forti che non si basano su alcol e/o droga. Il cammino di crescita si ha nel momento in cui c'è un confronto e una serie di input di notevole spessore. Non necessariamente l'altro deve per forza il mio pensiero, ma anche no. Il confronto serve a creare un proprio pensiero poetante ossia dovuto all'uso dell'intelligenza. 
Ma nel nuovo millennio la vedo dura. Specie tra giovani volgari e superficiali come se fossero carenti di un'educazione basata sull'autoanalisi e sul confronto costruttivo. I tempi cambiano e prima o poi mi adeguerò a questa sorta di individualismo monopersonale. La società si disintegra creando tanti piccoli mondi a se stanti. Quando in realtà, l'uomo, animale intelligente dovrebbe essere l'animale che sa interagire nella società. Ma oramai è tardi. Ma si sa. I tempi cambieranno. In peggio o in meglio non si sa. Per ora c'è l'autodistruzione dei rapporti interpersonali. Società che cambia...società che cambia purtroppo. 

Nessun commento:

Posta un commento