giovedì 24 gennaio 2013

ANNA KARENINA DI JOE WRIGHT CON KEIRA KNIGHTLEY, JUDE LAW, MATTHEW MCFADYEN E AARON JOHNSON

Joe Wright ha fatto colpo per l'ennesima volta. Dopo Pride & Prejudice e Atonement di cui sono usciti i volumi in film tie in edition presso la Penguin e Vintage anche Anna Karenina è uscita dapprima nella film tie in edition Penguin e dal 4 febbraio in blu-ray. Come la copertina con la locandina del film dimostra i personaggi del romanzo di Tolstoj appaiono come burattini in questo grande teatro. Un treno innevato che corre verso Mosca, un amore che nasce mentre l'eroina cerca di salvare suo fratello e un finale tragico fin troppo conosciuto. Anna e Aleksey vivranno il loro amore, senza regole o convenzioni sociali, portando la scelta finale della protagonista all'ultimo treno e al freddo polare della morte. La scena del treno rimarrà nella mente dello spettatore per il colpo secco. Ma non voglio svelare oltre. Si mette in risalto l'infelicità delle persone e quel desiderio di vita mancata. Il conte Vronsky è portatore di amore ma anche eros e thanatos. MacFadyen rappresenta un fratello impenitente e fedifrago. La collaborazione di Matthew non è casuale. Già la coppia Knightley-McFadyen aveva fatto colpo con Pride & Prejudice e qui c'è la conferma del talento dei due attori. Per quanto riguarda le musiche Dario Marianelli è stato rincofermato come compositore delle musiche dell'omonimo film. Mancato Oscar nel 2006 con Pride & Prejudice (un errore non indifferente a non premiarlo in quanto musiche che rimarranno nella storia come Postcard o Darcy's letter) è stato premiato per Atonement film che meritava molti più premi Oscar e non solamente alla colonna sonora. Sarà apprezzato in Italia? Credo di sì. Rimarranno impresso nella mente dello spettatore i valzer come significare un giro "di vite" che i personaggi vogliono fare. Speriamo in un grande successo. Per me è un sì. Indipendentemente dalla Knightley, attrice a tutto tondo, che sfoggia abiti e bravura in un sol colpo, ma anche Joe Wright capace di modernizzare e far amare i classici alle nuovi generazioni. E questo è il genio del regista. Pollice in sù.

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