giovedì 11 ottobre 2012

La Bella Addormentata sbadigli al Cinema

Sullo sfondo del caso di Eluana Englaro e i suoi ultimi giorni di vita, si intrecciano storie di morte invocate e vite trattenute. Il tema è molto delicato e trattarlo con questa grande superficialità raggiungendo il banale, condita da attori giovani assolutamente incapaci di recitare, lascia alla fine del film un senso di inutilità del tempo perso davanti allo schermo.  115 minuti in Maco Bellocchio cerca di imitare Pedro Almodòvar o Amenàbar (Bellocchio non ha nemmeno le idee chiare), ma lo fa usando una tattica ovviamente e banalmente italiana e non ci riesce. Il senatore pentito, il ragazzo iperattivo,  l'attrice santa, la drogata innamorata, sono storie che, seppure potrebbero avere corrispondenze nella realtà, qui finiscono per raccontare nulla se non gli estremismi di una religione ovviamente messa in discussione molto superficialmente e senza troppi entusiasmi. Peccato, mi aspettavo un bel film ma alla fine lo spettatore diventa il bel addormentato provocando tanti sbadigli in sala e molta voglia di addormentarsi. Se proprio di eutanasia vogliamo parlare dal punto di vista cinematografico allora andiamo sul sicuro con Mar Adentro di Amenàbar. 14 premi Goya non dati casualmente. E l'impatto della richiesta di Ramon Sampedro colpisce lo spettatore. E tutto si pone al centro di Ramon Sampedro. In Bellocchio il di più storpia. Rossa (Maya Sansa) l'eroinomane, Pallido (Bellocchio) che vuole salvarlo, Beffardi (Servillo) senatore della PDL e Maria (Rohrwacher) attivista nel Movimento per la vita. Inoltre gli attori sono pessimi. Scelti quasi senza cura. Anzi sembrano incapaci di recitare e banalizzano tutto. Eccessivamente lento e il film sembra voler imitare alla peggio Mar Adentro con l'aggiunta di frasi da soap opera italiana molto melense e frasi fatte per l'occasione. Un film astuto per portare persone al cinema ma molto deludente. L'eutanasia non è un argomento adatto al cinema italiano. Non siamo all'altezza della Spagna. Forse perché come al solito in Italia tutto viene preso o in maniera melensa fino alla nausea o in maniera comica. Pollice in giù. 

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