mercoledì 13 giugno 2012

Jane Austen e la società odierna

Donne queste sconosciute. Donne che a volte amiamo, a volte odiamo ma comunque rimangono le nostre donne. Osservando la realtà si può notare come delle Anna Karenina o Effi Briest oppure Madame Bovary non siano totalmente scomparse da questa società. Spesso e volentieri pretendono, arrivando a certi mezzi meschini, ma comunque raggiungono piani alti della Società. E Jane Austen cosa c'entra in tutto ciò? C'entra eccome. Un romanzo pressoché sconosciuto qui in Italia dimostra come una donna (non protagonista) voglia raggiungere i suoi scopi. Di chi sto parlando? Di Isabella Thorpe di Northanger Abbey libro che ho amato moltissimo. Vi metto a disposizione un estratto della Newton & Compton. 
E' il primo romanzo completo, e forse il romanzo meno famoso e meno fortunato della magnifica scrittrice inglese. 
Questo libro ha una storia un po' travagliata e misteriosa e da molti viene considerato un semplice esercizio stilistico. Scritto tra il 1798-99 fu pronto alla pubblicazione nel 1803, venne addirittura comprato dall'editore Crosby di Londra, ma per ragioni sconosciute non lo pubblicò. Infatti, il libro inizia con una premessa dell'autrice che spiega quanto accaduto e prega il pubblico di ricordare l'intervallo di tempo intercorso tra la stesura finale e la pubblicazione del romanzo, e che durante quest'arco di tempo le abitudini, i luoghi e i anche libri sono mutati.
Il racconto fu edito postumo insieme a Persuasione, ultimo romanzo della Austen, solo nel 1818. Il romanzo è una parodia di due generi allora in voga: il gotico e il sentimentale.
Catherine Morland, la protagonista del romanzo, giovane lettrice di libri del mistero in stile gotico, viene invitata dai coniugi Allen, ricchi proprietari terrieri del suo villaggio, a trascorrere qualche settimana nella cittadina termale di Bath. Tra i primi approcci in società, balli, serate a teatro e passeggiate nella via principale incontra suo fratello James e conosce nuove persone tra cui Isabella e John Thorpe, Henry e Eleanor Tinley.
John rimane subito affascinato da Catherine, ma lei ammira Henry. Nel frattempo la sua nuova amica, Isabel si fidanza con James, ma alcuni giorni dopo, lei si invaghisce del capitano Frederick, fratello maggiore di Henry, appena arrivato nella cittadella termale. Catherine è triste per questo, ma a risollevarle il morale arriva l'invito a trascorrere qualche giorno presso l'abitazione della famiglia Tinley: l'abbazia di Northanger. Per la protagonista è un sogno che si avvera: prima di tutto può stare vicino a Henry e allo stesso tempo può assaporare dal vivo l'ambientazione dei suoi romanzi preferiti. Fin dal suo arrivo, influenzata dall'atmosfera, teme che avvengano cose strane e che nell'edificio si nascondano terribili segreti. La permanenza dai Tinley procede a meraviglia, fino al giorno in cui il signor Tinley non la caccia via bruscamente…
Non svelo ulteriormente l'intreccio perché è tutto da leggere, malgrado alcuni siano critici verso questo libro che, a mio modesto parere, è molto carino.
Come già accennato sopra il romanzo compie una parodia dei generi allora in voga: il sentimentale e il gotico. Il prendere in giro il primo non era certo una novità mentre meno consueta era la parodia del secondo, che proprio in quel periodo scatenava del fanatismo. Il romanzo sentimentale viene ridotto ad una serie di interessi economici, simpatie pilotate, personaggi influenzati da attenzioni superficiali di altri scambiate per affetto profondo; la presa in giro del romanzo gotico da parte della Austen colpisce quelle situazioni e quei cliché letterari largamente usati e abusati in questo genere di storie, il pericolo di vivere la propria vita come una novella gotica e l'ossessione per tutto ciò che è gotico.
L'Abbazia di Northanger è un romanzo arguto, gradevole e descrive il piccolo universo sociale, fatto di balli, the, chiacchiere da salotto, passeggiate, che l'autrice conosce così bene. La trama, è stato detto da molti, può sembrare un po' esile ma è interamente percorsa da una vena d'ironia, non sempre distaccata, che non diviene mai pesante e cade spesso in vera e propria satira. Grazie ad un vivace uso dei dialoghi ogni situazione viene presentata con abilità e profondità. La varietà dei sentimenti ed emozioni è semplice rispetto agli altri romanzi, ma la miriade di personaggi, dall'arrogante John Thorpe all'antipatico Mr. Tinley, dalla mangia uomini Isabella alla frivola e ripetitiva Mrs. Allen, sono ben delineati e definiti senza essere banali. Nei romanzi austeniani gli uomini non fanno mai una bella figura e, soprattutto in questo, ne escono peggio che mai e interessati solo al loro tornaconto. Anche qualche fanciulla non ne esce innocente, interessata, più dal fare un bel matrimonio dal punto di vista economico, che un matrimonio d'amore. Ma questo non è il caso della protagonista che è più interessata al cuore che al portafoglio.
"Zia" Jane è tremenda con lei facendole fare, molto spesso, delle figure terribili.
La sua protagonista, che vuole diventare un'eroina ma che eroina non è, è la quarta figlia della numerosa famiglia di un pastore, non è particolarmente bella, gli piacciono i giochi maschili, il cricket, l'equitazione e le scorribande nei campi, odia studiare ma la sua grande passione è leggere i romanzi soprattutto quelli gotici, facendosi influenzare ed esponendosi così a paure e curiosità infondate. È una ragazza simpatica, sensibile, ingenua, dolce, è piena di buoni sentimenti e facilmente influenzabile. Non è proprio la tipica protagonista dei romanzi sentimentali, quella che fa cadere ai suoi piedi il giovanotto con uno solo sguardo, ma è il suo interesse per il giovane, che fa sì che questo s'interessi a lei, prima che lui abbia pensato a lei. A Bath si innamora di John Tilney, giovane pastore, bello, colto, gran conversatore, ironico, gentile e diviene amica di sua sorella, Eleanor.
Diversi sentimenti e comportamenti esprime, invece, l'amica della protagonista: Isabella, tratteggiata molto bene sin dalle prime righe di presentazione. Anche lei conosciuta a Bath, è una ragazza frivola, cinica, egoista, che pensa più al denaro che all'amore, elementi sempre presenti nei romanzi austeniani.
A me è piaciuto molto, ho trovato la Austen più ironica e pungente rispetto ad altri romanzi, è terribile con i suoi personaggi (mi ha fatto odiare veramente tanto i due arroganti e manipolatori John e Isabel) e geniale nel prendere in giro le persone appassionate alle mode del momento (seppur di mode letterarie parliamo!).
Nel romanzo si susseguono intrighi amorosi e accadimenti strani con cui l'autrice riesce a farci trattenere il fiato. 
Estratto
(© L'Abbazia di Northanger ed. Newton Compton pag. 129-130) 

Provate a leggerlo. Verrà naturale concludere che anche Jane Austen non sempre aveva una buona concezione di alcune donne. In particolar modo quelle arriviste. 

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