venerdì 6 luglio 2018

Quel romanzo libertino che farà parlare tanto... Vjekoslav Dafne Azul e la sua Rachel Filosofa edito da Cavinato Editore International


Romanzo libertino scritto con uno stile impeccabile Rachel Filosofa  è una vera e propria educazione sessuale senza limiti. Protagonista è Rachel che racconta la sua vita. I ricordi vengono narrati con dovizia di particolari senza offendere ovviamente nessuno. La volgarità è bandita e la narrazione è un susseguirsi di personaggi degni della letteratura inglese settecentesca al pari di un Tom Jones di Fielding. Dalla nana con l'eccesso nel desiderio sessuale, ai fratelli con le loro prime esperienze sessuali alle schiave nere importate dall'Africa fino al convento di abati e suore la protagonista ci racconta la sua vita sessuale ma anche quelle dei protagonisti con grande naturalezza. Dialoghi ben orchestrati questo breve romanzo libertino è degno di far parte assieme a libri quali La filosofia nel boudoir di De Sade, Fanny Hill di Cleland (tra l'altro citato nel romanzo) e Thérèse Philosophe di Diderot. Leggere questo libro non è solo un passatempo come lo è stato per 50 shades di E. L. James. E' molto molto di più. E' uno spaccato sincero e onesto della società inglese settecentesca con le loro colpe e i loro peccati che avvenivano nell'Alta Società.
Cosa colpisce di questo libro? Il libro che è stato scritto da un italo-serbo con l'amore della Spagna che ha solamente 16 anni! Un ragazzo di 16 anni che scrive un romanzo del genere come alla fine degli anni '70 (1976) lo fecero Rocco e Antonio Porci con le Ali Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera. Considerando la giovane età dell'autore non si può certo dire che non sia partito con un botto. A Cesano Boscone non vi sono solo autori con uno stile classico che raccontano storie più o meno quotidiane. Vi è anche qualcuno che è andato un po' fuori dai cliché provinciali. Ora scandaloso, ora divertente, ora drammatico ma anche impulsivo il libro lo rileggerete spesso. Speriamo di conoscere presto l'autore e di vederlo in pubblico. Chi lo sa? Anche una bella presentazione non sarebbe male. Chissà quali segreti si celano dietro a questo libro.
Una lettura estiva che rimarrà impressa. Le lettrici ameranno i personaggi. I lettori saranno snob come sempre. Ma una cosa è certa. L'Uomo anche in questo caso è più un Animale Aggressivo nei confronti della Donna. Un grande manifesto femminista che riprende il romanzo settecentesco. Un'impresa non proprio facile.
Buona lettura.
Dome.

giovedì 28 giugno 2018

Caro delizioso essere maligno...IL NANO di Par Lagerkvist


Iperborea si è rinnovata. La veste grafica di primo acchito colpisce e soprattutto il tipo di carta usata, le incisioni a linoleum dimostrano il valore intellettuale della casa editrice. Il Nano di Par Fabian Lagerkvist (premio Nobel della Letteratura nel 1951) è un'opera esplicitamente anti-nazista che sa raccontare il dramma della Seconda Guerra Mondiale. Il nano è una figura cattiva che lavora per il nobile Leone. Il nano si distanzia dall'umanità che considera sporca e cerca di distinguersi dagli altri nani attraverso un malvagio comportamento. Leone è sposato con Teodora e hanno una figlia, Angelica. Teodora però tradisce Leone con don Riccardo. Inoltre Angelica ha una relazione con Giovanni, il figlio di Lodovico Montanza, che è l'arcinemico di Leone. Quando Mastro Bernardo, un artista che visita la corte, vuole studiare il suo corpo e il nano deve essere nudo, così che Bernardo può descriverlo bene, ma il nano si vergogna e prova a urtare il suo pugnale a Bernardo. Ma è un nano piccolo, non ha un forte potere e viene disarmato subito. Un altro inutile tentativo di esercitare potere viene buttata fuori quando il nano sogna di andare in mezzo ala guerra per il godimento di uccidere le persone, ma è fermato per la sua piccola statura. Quando la guerra è finita, il nano continua i suoi piani malvagi. Alla festa di pace gli viene data la missione di avvelenare i nemici. Inoltre don Riccardo, l'amante di Teodora, assaggia il vino avvelenato, e il piano del nano ha successo. Don Riccardo muore e la Teodora va in depressione. Quando il nano frusta Teodora e la porta nella morte, finisce in prigione. Nonostante la sua ricerca senza fine di essere superiori agli uomini e agli altri nani, rimane alla fine solo un nano senza potere.
Cosa colpisce di questo personaggio che rimane impresso nel lettore? Talune frasi di impatto emotivo: Un nano la sa sempre più lunga su tutto del suo padrone (pagina 25). Che vi piaccia o meno i nani raramente dimostrano una certa forma d'intelligenza. Anzi, semmai il contrario. Sono persone arroganti e presuntuose e in qualche modo superbe. Il loro aspetto fisico porta a tale superiorità che in realtà si conclude con un nulla di fatto. Io voglio essere l'unico padrone di tutto ciò che è mio. Nessuno può appropriarsene, né metterci le mani. (pagina 53) Saranno pochissimi o casi eccezionali ma per lo più i nani sono essere alquanto egoisti. E non stiamo parlando di personaggi inventati. Lagerkvist ha dato una definizione molto corretta al personaggio nano senza girarci intorno. Sarà divertente partecipare all'assalto di una città. Finora non ne avevo avuto mai l'occasione (pagina 99). In questo caso si mette in risalto la cattiveria del nano ma anche una rappresentazione del dittatore più famoso in assoluto ossia Adolf Hitler. È mio destino voler sterminare anche la mia razza? E' una razza spregevole e disonorata. (pagina 103). Lagerkvist con questa frase ci da un chiaro messaggio. Il nano non è altro che Hitler. Sterminare una razza...ma ovvio nella realtà erano gli ebrei. Qualche tempo dopo fui portato davanti a una specie di tribunale, venni allora a sapere che ero accusato di ogni possibile delitto (pagina 191). Tribunale? Delitti? Lagerkvist ha anticipato quello che sarebbe stato il Processo di Norimberga. Romanzo dunque ambientato in un rinascimento italiano, in realtà questo GRANDE romanzo di ampio respiro (sebbene corto da leggere) è una grande testimonianza di cosa è stata la Seconda Guerra Mondiale. Romanzo non a caso scritto nel 1944. Distruzione, odio, indifferenza ai massacri nel nano sono visti come la normalità. La guerra non è un divertimento è di una cruenta serietà (pagina 81) dimostra un cinismo al pari di Adolf Hitler nonché alla perdita della ragione umana. Colpisce del nano la sua limitatezza portandolo ad una chiara e palese mediocrità in cerca di qualche approvazione. Per nano non dobbiamo intendere solo persone con un marcato difetto nell'accrescimento somatico ma anche tutti i dittatori che sono assetati di potere e che in qualche maniera sono alla ricerca di vendette che covano sin dall'adolescenza. Poi talvolta questa crudeltà può essere accentuata. Ardo dal desiderio di sangue! (pagina 70) frase eccessiva in un romanzo? Direi di no. Anzi frase che racchiude il vero senso dell'esistenza del protagonista. 
Un libro quindi che va riscoperto, proposto nelle scuole superiori per far capire il dramma della Seconda Guerra Mondiale e la dittatura di Hitler. La letteratura svedese sa offrire testi che aiutano al ragionamento e contestualizzato oggigiorno è ancora attuale. Un libro dal carattere pacifista che se viene letto attentamente non è altro che un monito alla follia umana. 
Buona lettura. 

mercoledì 23 maggio 2018

Rover & Lakes. Lo stile british made in Germany - Galeria Kaufhof

 Siamo abituati ai cambiamenti della moda. A volte lo stile British ritorna prepotentemente. E a volte certe camicie costano un po' troppo. Si pretende la qualità ma non sempre costo e qualità combaciano. Si tende a spendere 80 euro per una camicia firmata Brocklehurst o Viyella. Le camicie a quadretti Rover & Lakes sono sia eleganti (vedi foto sopra) ma anche sportive (color rosso foto in basso)
Se poi la camicia che si cerca deve essere sportiva allora la scelta è ancora più complicata. Le camicie di cotone di oggi non sono più resistente e dopo diversi lavaggi tendono allo sbiadirsi. Rover & Lakes invece mantiene il colore anche dopo diversi lavaggi. E quindi indossare una camicia Rover & Lakes non darà mai all'occhio se è vecchia o nuova. 
Ovviamente Rover & Lakes non fa solo camicie a quadretti e righe eleganti sia di cotone leggero che di flanella ma anche scozzesi e quadri più grossi da tempo libero (Freizeithemden). Queste camicie sono predilette per chi ama la campagna e la natura e non può rinunciare ad indossare una comoda camicia un po' come fanno i protagonisti dei libri della Rosamunde Pilcher. Aspetti positivi? Il costo. Modico e prodotti di alta qualità. Aspetti negativi? I vestiti Rover & Lakes li puoi comprare solo in Germania alla Galeria Kaufhof o tramite ebay e il più delle volte sono vestiti usati ma quasi nuovi. Se vi capita di andare in Germania acquistate un capo qualsiasi. Sarete clienti fidelizzati con questa marca. 

martedì 22 maggio 2018

Vortici di Passioni in un classico francese senza precedenti: MANON LESCAUT di Prévost

L'amore questo sconosciuto. Ma l'amore anche forma di sofferenza e di contraddizione. Se vi è una storia del tutto Umana allora non si può pensare a Manon Lescaut. Classico francese del 1731 reso celebre da Puccini nel 1893 modernizzato da Jean Aurel e interpretato da Catherine Deneuve in Manon 70 l'opera di Prévost continua ad affascinare anche a distanza di tre secoli. 
Ma cosa colpisce in tutto ciò? La figura della donna, Manon, appunto in apparenza sempre in contraddizione con se stessa. Pretende la fedeltà e mette alla prova il fedelissimo Des Grieux. Ambientato principalmente in Francia e, nel finale, in Louisiana, agli inizi del XVIII secolo. La storia narra del Cavaliere Des Grieux e della sua amante Manon Lescaut. Des Grieux è un "giovane cieco che rifiuta di essere felice buttandosi volontariamente nelle sciagure che non vuole evitare".E' ingenuo, "immerso in una profonda fantasticheria". Egli, provenendo da una famiglia nobile, rinuncia a tutta la ricchezza ereditaria scappando via con Manon. E' dominato dalla sua "idea" di amore che - nel romanzo - coincide con la stessa esperienza che egli ne fa: la felicità non è un merito, ma diviene mero accadimento. Manon era destinata al convento "contro la sua volontà per frenare la sua inclinazione per i piaceri". I giovani amanti si stabiliscono a Parigi, dove Des Grieux si cerca in tutti i modi di soddisfare le abitudini lussuose di Manon,"abbandonati i progetti di matrimonio ritrovandosi sposi senza averci pensato". Des Grieux, che accondiscende in tutto la sua amante, chiede soldi al fedele amico Tiberge, sicuro della sua amicizia incrollabile, e bara al gioco. In varie occasioni, Des Grieux perde le sue ricchezze in circostanze accidentali e Manon più volte lo abbandona per uomini più ricchi, poiché non può sopportare di vivere nella miseria. Tradito per ben tre volte - come ricorda lo stesso protagonista nella Seconda Parte - per altrettante volte si riaccende l'amore di un cuore che era sempre appartenuto alla sua amante. Dopo aver truffato il ricco signor G*** M***,vivendo a sue spese, i due amanti vengono fatti imprigionare. Durante questa prima prigionia, in Des Grieux si susseguono sentimenti struggenti, fino a quando, dopo la fuga, riabbraccia Manon: "[...] l'ho qui, con me, almeno mi ama, è mia [...] questo non è un fantasma di felicità". Ma la tranquillità è illusoria e la vendetta è qualcosa che può ritorcesi contro: dopo un ennesimo tradimento ai danni del figlio del ricco signor G*** M***, i due ordiscono una nuova truffa. Scoperti dal padre, vengono imprigionati nuovamente ma, mentre Des Grieux riesce a salvarsi grazie all'intervento del padre, Manon viene condannata all'espatrio in America. Des Grieux cerca di salvarla, ma non può far altro che seguirla fino a New Orleans. In America, riescono a vivere in pace per un certo periodo di tempo, sotto il favore del governatore della città. A New Orleans Des Grieux sembra aver trovato l'amore vero, senza interesse, né gelosia: "sono sicuro del cuore di Manon. Lo volevo così, per essere felice; ora lo sarò per sempre. La mia felicità è assicurata".Ma si sa, nell'istante più alto della felicità già si intravede l'ombra del dolore. Quando però Des Grieux comunica al Governatore la sua volontà di prendere in moglie Manon. Egli, che li credeva già sposati, vuole darla in sposa a suo nipote, Synnelet, innamorato di lei. Des Grieux sfida a duello Synnelet e, pensando di averlo ucciso, decide di scappare da New Orleans con Manon. I due amanti si avventurano nelle regioni selvagge della Louisiana, sperando di raggiungere un insediamento inglese, ma Manon muore per la fatica e gli stenti. Dopo aver sepolto Manon, Des Grieux viene catturato dagli uomini del Governatore e rinchiuso in prigione. Ottenuta la grazia, "nella sua anima rinacque, a poco a poco, la pace e a essa seguì la guarigione" Decide di tornare in Francia con il fedele amico Tiberge, che nel frattempo l'aveva raggiunto in America, dove decide di riprendere la carriera ecclesiastica. 
L'amore quindi viene messo in primo piano con le sue contraddizioni ma non per questo non puro. E allora perché Manon Lescaut piace tutt'ora? Perché rappresenta la vera natura umana con i suoi sbalzi di umore e di contraddizioni. Sicuramente scritto con un stile elegante è un plauso alla società bigotta dei cattolici e dal falso moralismo. Romanzo settecentesco con i tutti i suoi ingredienti dell'epoca (pettegolezzi, lussuria, folklore, lusso ma anche lussuria, miseria tête-à-tête) è anche un romanzo zeppo di esclamazioni e locuzioni come "Giusto cielo!" o "Orrendo tentativo! o "Passione fatale!", insomma tutte espressioni che fanno capire la portata titanica di sentimenti dirompenti, che strappano l'anima e i corpetti stretti. Forse leggendo questo libro vi verrà voglia di leggere il Tom Jones di Fielding. Bene fatelo. Il vostro tempo non sarà sprecato e farete pure qualche risatina. E poi a ben pensarci Manon Lescaut anticipa un'altra donna della letteratura mondiale: Lolita di Nabokov. Ma Manon è anche una femminista anti-litteram e credo che non tutti riescano a cogliere questo aspetto basilare. Amore contro il destino, amore e ossessione. Il Denaro non sempre risolve. Libertinaggio? Non proprio. Lui rimarrà impresso. Un bischero, un po' grullo e perchè non dirlo? Un po' coglione s'innamora ma sotto sotto è anche tanto masochista. Lei, donna avanti con i tempi lo castiga. C'è chi non lo definisce romanzo d'amore e neanche romantico. Io non correrei con i giudizi. Un romanzo digeribile e piacevole. Se invece pensate in maniera superficiale Prévost ci fa un baffo a Moccia con i suoi libercoli adolescenziali. Questo in mano ad un'adolescente fa fuochi d'artificio. Prenderà amore per la lettura. Non dimenticherete il personaggio di Manon. 
Buona lettura. 

lunedì 14 maggio 2018

Generazione Junior Mondadori. Generazione anni '80. Cosa ne è rimasto di noi?


Una generazione, quella degli anni '80 formata dalla Mondadori. E' la generazione dei Junior Mondadori. Ma quali cambiamenti ha portato a quella classe di ragazzini oggi ultra-trentenni con idee ribelli? Sicuramente la lettura dei Junior Mondadori non è stata casuale. Copertine accattivanti, scelte di argomenti non sempre trattati in famiglia o a scuola e il prezzo che non superava le 15.000 lire. Il gioco era fatto. La Mondadori con questi libri ha saputo dare una svolta al pensiero dei ragazzi che era in piena formazione scolastica. Libri talvolta espliciti anche dal punto di vista sessuale come La Società dei Gatti Assassini di Akif Pirincci che in Germania era letto da un pubblico adulto.
Il sesso soprattutto era uno degli argomenti principali in questi libri per ragazzi. Gioco Pericoloso di Westall, Fenicotteri in Orbita di Philip Ridley giusto per fare alcuni esempi. L'omosessualità non era più un tabù con i libri di Ridley, ma anche i primi amori adolescenziali con il cambiamento fisico come La Figlia della Luna di Margaret Mahy. Ma anche altri temi sapevano coinvolgere i ragazzi. L'adozione con Il Segreto di Lola che comunque portava al lettore la sua provenienza. A maggior ragione se si trattava di lettori ragazzi adottati. E la scienza altro motore di curiosità. Eva di Peter Dickinson e Il Mondo di Jonas di Lois Lowry. Inconsci che un giorno quello che leggevamo sarebbe diventata realtà a distanza di venti anni. E il tema frequente dei ragazzi soldati come in AK o bambini vittime di guerra come nel celebre Asmir di Sarajevo o Un angelo per May o Tempo di Guerra. Gli anni in cui leggere libri significava non solo intrattenersi con un libro ma anche formarsi. Fantasticare con C.S. Lewis o Jay Ashton o semplicemente usare la ragione per capire chi fosse il colpevole con i Gialli. E la nuova generazione? Si basa su Harry Potter. Il maghetto inglese più famoso al mondo ha spazzato via autori validi proposti dalla Mondadori. Di quegli anni solo la Bianca Pitzorno è riuscita a sopravvivere ad un cambio generazionale. Eppure da quei Junior sono sono stati film che sono vere e proprio gemme preziose come Tuck Everlsting dal libro Gli Immortali della Natalie Babbitt. Le generazioni successive riuscirebbero ad apprezzare i Junior Mondadori. No. Assolutamente no. Invasati con Harry Potter avrebbero difficoltà a capire le tematiche proposte. Inoltre certi temi non sono più considerati tabù e quindi oggi si può parlare di tutto senza farsi problemi. E forse la mia generazione cresciuta a pane e Junior che è cresciuta in fretta. Eravamo dei piccoli giganti. Ragazzini che leggevano questi libri come se fossero adulti, ascoltavano il Festivalbar d'estate ma anche Cristina D'Avena e si ponevano diverse domande sul chi si è, quali erano i nostri obiettivi futuri e sperare sempre in un futuro migliore. Sono passati 30 anni dalla prima pubblicazione di quei libri. C'è tanta nostalgia nel vederli nella propria libreria di casa e c'è tanta tristezza oggi a vedere che solo alcuni libri vengano proposti in maniera martellante dagli insegnanti delle scuole forse più per noia che per scelta. Una generazione capace di scegliere le proprie letture e formare il proprio carattere. Invece oggi o leggi anche tu quel libro o non sei nessuno. La Mondadori li sta riproponendo. Ma non vi è più quell'entusiasmo nei ragazzini come lo avevamo noi. I tempi cambiano e troppo in fretta. Si cresce in fretta e talvolta in maniera superficiale. Che bella la nostra generazione dei Junior che li leggevi appena potevi, finiti i compiti e poi con i compagni di classe ti confrontavi e talvolta esclamavi "Oh mio Dio sono traumatizzato. La mamma muore, ad Eva hanno hanno fatto un trapianto di cervello, quei ragazzi se la sono cavata bene durante la Seconda Guerra Mondiale etc..etc". Sono passati 30 anni. Eppure la Mondadori pubblicando quei libri ci ha lasciato emozioni forti e indelebili. Un ricordo di una generazione.

venerdì 6 aprile 2018

Il Viaggio Meraviglioso di Nils Holgersson da Mondadori a Iperborea




Il Meraviglioso Viaggio di Nils Holgersson è un romanzo per bambini, di tipo fiabesco, pubblicato nel 1906 dalla scrittrice svedese Selma Lagerlöf, che l'anno successivo diventa la prima donna a fregiarsi del Premio Nobel per la Letteratura. Il romanzo ideato dall'autrice, insegnante elementare, come libro didattico di geografia da utilizzare nelle scuole, ottiene un grande successo grazie alla fusione di fantasie popolari e realtà, diventando un classico della letteratura per l'infanzia. L'opera narra delle avventure di Nils Holgersson, un ragazzino svedese, che ha l'abitudine di tirare brutti scherzi agli animali. Dopo aver catturato un coboldo in un retino da farfalle, viene rimpicciolito da quest'ultimo e da quel momento inizia a comprendere il linguaggio animale. Trascinato via da una cordicella alla zampa di un'oca domestica chiamata Mårten (pronuncia svedese "Morten"), compie un viaggio sulla sua groppa, insieme allo stormo di oche selvatiche al quale Mårten si aggrega. Grazie a questa avventura Nils viene istruito sulla geografia e sui problemi sociali della Svezia; uno degli episodi più significativi è quello che riguarda la descrizione di una fabbrica di fiammiferi, luogo dove centinaia di bambine lavorano e si ammalano a causa delle pessime condizioni igieniche. Alla fine il bambino dimostra di aver imparato ad amare gli animali quando salva l'oca Mårten, destinata a finire in padella. Il coboldo gli restituisce dunque le dimensioni normali. L'oca domestica torna di buon grado assieme alle vecchie compagne nell'aia, mentre le oche selvatiche riprendono il loro viaggio verso sud e Nils le saluta per sempre; ma in lontananza ode, in risposta, solo uno starnazzare.

Settembre 1982 Mondadori lo pubblica per la collana Libri da Leggere, Marzo 1998 sempre la stessa casa editrice lo pubblica nella collana Master Junior. Novembre 2017 Iperborea lo pubblica per la collana I Miniborei. Al BookPride da buon blogger mi fermo per avere il libro da recensire ma alla fine lo pago scontato. Ci si domanda se era necessaria un'altra, ennesima traduzione di Nils Holgersson. La risposta sta nelle differenze di pagine. L'edizione Mondadori ha 224 pagine l'edizione Iperborea ne ha ben 667. Ad occhio si capisce che solo uno dei due è una traduzione fedele. In questo caso intendiamo l'edizione Iperborea tradotta da Laura Cangemi (per la Junior Mondadori aveva tradotto Ellen Dellen - Fuori, Sotto, Tocca a te, I figli del Mastro vetraio di Maria Gripe autrice svedese e Camilla e i suoi amici di Sandra Scoppettone). 

L'edizione Iperborea ha il pregio dell'integralità del romanzo. La traduzione ben curata. Troverete delle pagine con caratteri corsivi. Sono i capitoli o paragrafi che si possono separare dalla trama principale. A mio avviso è un libro che si dovrebbe leggere interamente in quanto il testo non è stancante. Le illustrazioni di Bertil Lybeck rendono il libro ancora più prezioso in quanto furono le prime in assolute nell'edizione pubblicata da Albert Bonniers Förlag AB a Stoccolma nel 1906-7. Un libro da riproporre al pubblico italiano? Sicuramente sì. La generazione anni '80 si ricorda dell'anime giapponese con la canzone de I Fratelli Grimm (Carlo Romano, Pino Romano, Enzo Romano, Vince Tempera). Oggi invece questo libro sarebbe da riproporre per far conoscere la nazione Svezia ai primi del '900. Una Svezia diversa da come la intendiamo oggi. Sicuramente la scrittrice Selma ha dato il via alle nuovi voce letterarie per far conoscere una nazione piena di magia. Oltre a Selma c'è un'altra grande scrittrice che è Astrid Lindren più conosciuta per il suo libro per bambini Pippi Calzelunghe. Con Nils Holgersson scopriamo la Svezia attraverso un romanzo che ha cresciuto milioni di bambini non solo in Svezia ma anche in tutto il mondo. Perché la Svezia non è solo la terra degli ABBA, Ace Of Base, Roxette, The Ark. Un libro da regalare ai vostri bambini ma anche un libro da leggere da adulti per immergersi nella natura di un grande paese nordico, come la Svezia,  pieno di fascino e magia. Il libro costa 18 euro. Non è propriamente economico ma considerando la grandezza del libro è un grande investimento culturale. 
Mi auguro che le traduzioni dei libri di Maria Gripe siano fedeli quanto quelli di Selma Lagerlöf (altro capolavoro è L'Imperatore di Portugallia letto nella collana I classici della letteratura - Grandi Autrici Corriere della Sera nel 2013). Sicuramente Iperborea è un'ottima casa editrice. Sarebbe bello vedere questi libri anche nei supermercati. Certi libri meritano di essere diffusi e di essere accessibili a tutti. La presenza al BookPride di Milano ha incentivato a farsi conoscere. 
Buona lettura. 

Beltenebros. Causa di una guerra civile spagnola con tensione. Passigli editori.


Ambientato in una Madrid non meno cupa e misteriosa della Lisbona di L’inverno a Lisbona – un altro dei grandi romanzi di Muñoz Molina – Beltenebros si situa nella migliore tradizione del giallo d’autore, carico com’è di suspence narrativa e, insieme, così preciso e convincente nella ricostruzione di una inesorabile caccia all’uomo negli anni della guerra fredda che è anche sofferto viaggio nell’asfissiante atmosfera di una Spagna franchista sempre più sorpassata e anacronistica. Da questo straordinario romanzo, che ha consacrato il suo autore come uno degli indiscussi maestri della nuova narrativa spagnola, è stato tratto l’omonimo film diretto da Pilar Miró e interpretato da Terence Stamp e Patsy Kensit.



È sempre piacevole dire che la recensione che stai per scrivere sarà positiva. E di fatti il libro che vi parlerò oggi è di un autore spagnolo considerato classico moderno, snobbato per lo da tanti, amato dagli intellettuali. Antonio Muñoz Molina nel 1989 pubblicò il libro Beltenebros e nel 1992 il film omonimo di Pilar Mirò vinse ben 3 premi Goya. Ma veniamo al libro.
Innanzitutto bisogna complimentarsi per il lavoro di traduzione di Daniela Carpani. Facile da dirsi “lo spagnolo è uguale all’italiano”. La traduttrice dalla prima pagina ha fatto una traduzione impeccabile perché l’ho potuto confrontare con il testo spagnolo uscito presso la Booket Seix Barral. Quindi do il merito alla casa editrice di saper rispettare gli autori stranieri davvero con un occhio di riguardo. Sempre elogiando la casa editrice, la scelta di pubblicare Beltenebros credo sia ottima non solo per gli studenti di lingue e letterature straniere che hanno scelto la lingua spagnola ma anche per chi ama la Spagna nella sua letteratura meno conosciuta qui in Italia.
Banalmente lo definiscono un libro giallo o al massimo un noir. Non è proprio così. È un romanzo storico che ha sì del mistery ma in un contesto appunto storico non presente a tutti. È una serie di personaggi che amano e odiano ma che ricordano un passato turbolento ossia la guerra civile spagnola. Il personaggio protagonista Darman, vecchio capitano dell’esercito repubblicano esiliato in Inghilterra, torna a Madrid per giustiziare un traditore che non ha mai visto.
Il clima di una Spagna franchista piena di tensione ne fa di questo libro un vero capolavoro assoluto. Lo stile di Muñoz Molina ricorda una sceneggiatura cinematografica e di fatti il clou del romanzo si volge all’interno di un sala cinematografica. Narrato in prima persona lo stile non stanca. Sembra di sentire una storia vera e autentica dal sapore antico.
Il libro oggi andrebbe ripreso in mano, valorizzato e perché no? Anche fatto entrare in classifica. È raro leggere un libro in apparenza di intrattenimento ma anche al contempo insegnare cos’è stata la Spagna durante il Franchismo. Un libro da proporre alle superiori con la voglia di far conoscere il genere noir e poliziesco ma anche un po’ di Storia questa a noi sconosciuta.
Una cosa mi dispiace. Il film di Pilar Mirò non è un noir senza invettiva. La regista che in passato è stata Ministra della Cultura, ha saputo dare una corretta interpretazione del libro e quindi il film ha i suoi momenti di tensione come nel libro. L’errore più comune che avviene spesso in Italia è quello di guardare un film tratto da un libro, giudicarlo e comunque non trovare l’interesse della lettura per capire se si sono rispecchiate le volontà dell’autore. Una cosa comunque rimane certa. Passigli editore ha proposto un libro di alta qualità. Un libro in apparenza leggero ma che in realtà insegna molto. Ha saputo coniugare la voglia di intrattenimento con la formazione del lettore. Se avete l’occasione leggetelo questo libro. Una volta terminato e a distanza di tempo lo riprenderete in mano. Muñoz Molina lo si rilegge volentieri.
Buona lettura.

martedì 27 marzo 2018

Il malessere di una generazione. Fuoco Fatuo di Drieu La Rochelle edito da Passigli Editori.



Il 5 novembre 1929 lo scrittore surrealista Jacques Rigaut, uno dei più cari amici di Drieu La Rochelle, si toglie la vita. "Fuoco fatuo", pubblicato due anni dopo, è il romanzo-testimonianza ispirato dalla sua tragica fine, ma anche l'affresco di un'epoca tormentata che ha avuto in Drieu uno dei suoi più grandi cantori. Alain, il protagonista del romanzo, è il prodotto di una società alla deriva e al tempo stesso un uomo in rivolta, che rifiuta il mondo degradato e privo di valori «eroici» che lo circonda. Lo scrittore francese diventa qui l'osservatore quasi scientifico, per implacabilità e minuzia di analisi, degli ultimi giorni di un uomo che, già sconfitto dagli eventi e dalla droga, ha deciso di compiere l'unico gesto individuale ormai possibile per sfuggire alla menzogna dell'irrealtà quotidiana e per aderire, finalmente, alle cose. 


Parliamo oggi e spesso del disagio dei giovani. Del loro desiderio talvolta di uccidersi e consideriamo questa loro azione un atto incosciente. Il suicidio nei giovani è sempre stato visto come un atto violento privo di qualsiasi forma di raziocinio. Ma non siamo stati mai capaci di leggere il loro pensiero. Fuoco fatuo esce nuovamente in Italia dopo le edizioni precedenti di SE e Mondadori. Tema principale più del suicidio è quel senso di solitudine che non porta a nessuna forma di speranza. Al centro del romanzo vi è un uomo distrutto dalla droga e cosciente che la vita dei "salotti" non porta sicuramente a qualcosa di produttivo. Potremmo definirlo un uomo insensato e inutile, inattivo e impotente nel stare al mondo. Nessuna felicità, niente soldi e quindi rimane l'inettitudine del vivere. Il protagonista Alain è così. Un povero illuso dalla società che però ha capito molto della vita. Ma è anche un romantico annoiato e la stessa noia lo porterà ad una scelta inevitabile. Rimane la droga la sua unica forma di dipendenza che comunque non riesce a togliere. Alain rappresenta il "diverso" della società. Separato dalla moglie Dorothy il culmine del disagio viene rappresentato nell'ultima cena in una ricca casa dove il malessere del protagonista si percepisce fortemente. Alain trova appigli negli oggetti. Diventa un uomo materialista. Pur essendo di bella presenza con i suoi trent'anni a poco a poco viene lasciato da solo tutti anche da chi definiva un suo grande amico. Anche nella clinica per disintossicarsi Alain non ha le giuste attenzioni. e la morte gli rimane il suo unico strumento per mettersi in comunicazione con gli altri. 
Il libro breve ma intenso di emozioni è una parata di ipocrisie. Dame dalla risata facile ma che nascondo enormi frustrazioni e l'egoismo e la falsità che tengono in piedi la società. E una frase colpisce il lettore: La vita non andava abbastanza in fretta in me, devo accelerarla.
Fuoco Fatuo esce per Passigli Editori in una nuova traduzione a cura di Maurizio Ferrara. Una traduzione dal mio punto di vista impeccabile e precisa che rende il volume davvero prezioso.
Un classico francese che va assolutamente letto. E una volta letto il libro è d'obbligo vedere il film del 1963 del regista Louis Malle con un grande Maurice Ronet.
Buona lettura e buona visione del film. 

lunedì 26 marzo 2018

Platero e Io di Juan Ramon Jimenez. Una fiaba eterna edita da Passigli Editori


Un libro per bambini viene definito Platero e io di Jimenez. Probabilmente sì. Uscito nel 1914 era destinato ad un pubblico adulto che leggesse a voce alta ai bambini la fiaba di Platero. Libro per ragazzi ingiustamente ignorato dal pubblico assieme al Bosque Animado di Wenceslao Florez, la Passigli Editori lo fa uscire finalmente in traduzione italiana grazie al lavoro impeccabile di Carlo Bo, il maggior ispanista italiano di tutti i tempi. 
Sia l'introduzione che la traduzione non hanno sbavatura. Lo stile di Juan Ramon Jimenez viene rispettato nei minimi dettagli offrendo al lettore un libro prezioso. Cosa colpisce di questo classico spagnolo? La figura dell'asino. Già la letteratura classica mette in risalto la figura dell'animale sotto diverse sfaccettature. Un esempio tipico è L'Asino D'Oro di Apuleio ma anche il Re Mida con la celebre frase Re Mida ha le orecchie d'asino fino ad arrivare a Le Memorie di un asino della Contessa de Segur. 
Ma in questo libro l'asino ha un ruolo fondamentale. E' l'educatore della dignità e della funzione dell'uomo. Rappresenta l'umiltà, l'uomo senza qualità e usa un linguaggio degli umili. È la storia di un mite asinello andaluso, rievocato nel paesaggio di Moguer, piccola e meravigliosa patria del poeta, in una serie di quadretti brevi, coloriti, finissimi. Racconto semplice, in apparenza, e quasi infantile, è in realtà una stupenda trasfigurazione lirica delle realtà profonde che il poeta coglie al di là dell'eterogenea caoticità delle cose.
Libro breve che si legge volentieri prima di dormire, l'autore racconta una storia piena di dolcezza. E proprio per questo che il libro meriti un'attenzione particolare. Un libro da regalare assolutamente a chi ama la Natura, a chi vuole scoprire la Spagna andalusa ma anche a chi ha voglia di leggere qualcosa di tenero ma che al contempo lo formi nell'ambito della Letteratura Spagnola. 
Un libro bello e prezioso che solo Passigli poteva proporre con una traduzione impeccabile e con un'introduzione intelligente. Un libro che riprenderete in mano spesso e volentieri. 
Buona lettura con questo meraviglioso classico edito da Passigli. 

sabato 7 ottobre 2017

Sotto l'attonita freddezza di questo occhi - Salvador Espriu Passigli Editori


Salvador Espriu nacque a Santa Coloma de Farners (Girona) nel 1913 e trascorse la sua infanzia ad Arenys de Mar e Barcelona. Studiò Diritto e Storia. Pubblicò a partire dagli anni '30 però le sue opere maggiori furono scritte dopo la Guerra Civile Spagnola. Muore nel 1985. 
Caratteristica principale di Espriu è il racconto. Tra le varie tematiche abbiamo l'assurdità della vita con figure come marionette. La prosa di Espriu è pura e limpida. 
In questi sedici racconti scelti da Amaranta Sbardella tradotti grazie al finanziamento dell'Institut Ramon Llull Llegua i cultura catalanes scopriamo generi diversi ma adattati alla contemporaneità. Teresuccia non è solo un racconto scritto in chiave di parabola ma è anche uno scavo psicologico del personaggio. 
Colpisce di Espriu l'uso del plurilinguismo tipico usato da Valle-Inclàn. In Conversione e Morte di Quim Federale il linguaggio è molto popolare, di basso rango eppure capace di trasmettere emozioni e strappare qualche sorriso. E solo da questo racconto notiamo il livello alto e potenziale che Espriu crea un discorso letterario ideologico e anche con una sua identità letteraria. 
Ma il periodo dei racconti è breve ed Espriu passerà alla poesia. Ma Espriu non è solo un narratore che sa divertire. Sotto L'Attonita è uno spaccato buio del franchismo. Il sentimento di tristezza riempie le pagine di questo racconto. 

Càndid era un uomo da schedario, non un autentico erudito, prolisso e meticoloso, decisamente irritante. 

Ma alla fine del racconto il senso della solitudine ti prende con un vuoto da colmare dovuta alla tristezza. Come già detto prima anche in questo caso si fonde sarcasmo e dramma e i personaggi sembrano davvero marionette mosse da qualcuno più grande di loro. 
Cosa ci lascia questo libro? Un linguaggio asciutto, direi essenziale nel vero senso della parola. Tipico della letteratura catalana le descrizioni grottesche e a tratti oniriche che ricordano un po' il nostro Gadda. 
In Espriu i racconti sono brevi e i personaggi sono aggrappati alla vita con la loro sofferenza, trascuratezza e che alla fine si abbandonano al loro destino incerto. Colpisce la povertà morale dei protagonisti. Non a caso sono avari, stupidi, boriosi, altezzosi, arrampicatori sociali. Ma colpisce che non sono solo "ricchi" ma anche gente comune. Cactus con la figura di Maria Isabel mette in risalto l'esteriorità sprezzante e le false convinzioni di una società basata sull'apparire che sull'essere appunto. 
Un libro da leggersi poco per poco per volta. Un libro che merita di essere letto per capire il pensiero di un grande scrittore catalano ingiustamente ignorato in Italia e che meriterebbe di essere proposto nei gruppi di lettura e soprattutto recensito nei blog di lettura. Un grande libro per capire la società e soprattutto come ci comportiamo. Un libro che merita di far parte della biblioteca personale perché racconti del genere oggi sono difficili da trovare. 
Buona lettura. 

giovedì 5 ottobre 2017

Warrior Cats Erin Hunter Sonda

Vi sono saghe e saghe. Sui felini le saghe più famose sono Felidae Warrior Cats di Erin Hunter. Quest’ultima uscita presso una “piccola” si fa per dire casa editrice di nome Sonda di Casale Monferrato che ha proposto a mio avviso una “grande” saga non solo adatta ai ragazzi ma anche al pubblico adulto.
I protagonisti sono gatti. Sì avete capito bene gatti. Sono gatti che fanno strusciamenti di naso, pulizie delle orecchie, leccatine per lisciarsi il manto, fusa e palle di pelo in bocca.  Gli umani invece vengono definiti Bipedi. Leggendo questo primo volume della prima saga composta da sei notiamo come questo magnifici felini ragionino come esseri umani. Prima della lettura troviamo delle mappe all’inizio e alla fine del libro per capire il mondo dove è ambientato. Il font non è piccolo e quindi la lettura non è assolutamente stancante.
Dietro Erin Hunter non si nasconde una scrittrice ma ben tre che poi parleremo nelle prossime recensioni. Ruggine il gatto che possiamo vedere in copertina è un gatto domestico. Ruggine decide di unirsi al Clan del Tuono e diventare un apprendista con il nome ZampaDiFuoco. Infatti secondo un’antica profezia, Ruggine è il “prescelto” che porterà alla salvezza il proprio Clan. ZampaDiFuoco aiuterà i suoi nuovi compagni nella lotta contro il Clan della Tenebra, che trasgredendo un accordo secolare, sta allargando il proprio territorio su quello degli altri clan, oppure a riportare a casa il Clan del Vento cacciato via da StellaSpezzata e molto altro. A ZampaDiFuoco verrà dato il nome di CuoreDiFuoco (Fireheart) quando diventerà guerriero e poi anche vice. Diventerà poi leader e gli verrà dato il nome di StelladiFuoco (FireStar). 
Scritto in maniera impeccabile con descrizioni non lunghe, il libro tiene sveglia l’attenzione del lettore. I personaggi in questo primo libro sono tanti da ricordare ma comunque si riesce a seguire la storia senza perdersi.
Non lasciamoci ingannare dal fatto che sia considerato un libro per soli bambini. È un libro che lo possono leggere gli adulti soprattutto amante dei gatti. Nel libro c’è tutto ciò che può piacere a un pubblico adulto. Dall’omicidio al mistero ma anche tanto fantasy.
Sicuramente per gli amanti dei gatti leggendo questo libro i lettori avranno una loro conferma ma può essere letto a chi piace gli animali in generale. La traduzione è ben curata, il costo del libro non è eccessivo e l’unica cosa che mi auguro da parte della casa editrice una maggiore diffusione non solo tramite i canali online come Amazon o Ibs ma trovarli fisicamente perché è davvero una saga che fa appassionare il lettore da subito.
Un’altra cosa importante. Il libro insegna non solo sulla vita dei felini ma anche valori come la solidarietà, coraggio e il rispetto verso gli altri.
Una nota di merito la faccio alla casa editrice Sonda che ha ceduto questo magnifico libro al #ioleggoperchè2015. Dopo aver letto il primo volume dove ogni clan vuole difendere il proprio territorio è inevitabile non leggere il secondo che recensirò a breve. Una volta iniziata a leggere questa vorresti che fosse infinita.
Un libro bello e meraviglioso questo primo volume Il ritorno nella foresta e se volete far bella figura regalate questo libro da far conoscere non solo ai ragazzi e ai giovani d’oggi ma anche agli adulti appassionati di storie feline. Farete un figurone.
Kate, Cherit e Victoria con il secondo volume della saga di Warrior Cats sanno tenere incollato il lettore. È bello poter confermare che la saga incanta, forse più del primo. Si entra nel vivo della serie.
Il protagonista è sempre CuorediFuoco che è entrato definitivamente nel Clan del Tuono. Questo Clan sarà in conflitto con Clan della Tenebra e il Clan del Fiume in quanto questi due clan vogliono invadere il territorio del Clan del Vento scomparso nel primo volume (quindi se leggerete questo libro il primo Il Ritorno nella Foresta direi che sia palese). Ma in questo secondo volume StrisciaGrigia inizierà ad avere qualche simpatia per un membro del Clan del Fiume ossia AcquaArgentea una gatta soriana grigia. Artigliodi Tigre, vice del Clan del Tuono è invece ambiguo nei confronti di CuorediFuoco.
Cosa insegna in questo libro? Innanzitutto l’amore modifica i comportamenti ma anche il dubbio delle persone che abbiamo accanto. Vi è il coraggio di sfidare le convenzioni per seguire l’amore. Ma oltre a questo vi sono aspetti positivi come l’altruismo, la collaborazione e l’organizzazione in gruppo per la sopravvivenza.
Un libro quindi che divorerete facilmente. Pieno di suspence e una volta terminato non vedi l’ora di partire con il terzo. Warrior Cats con il secondo volume si conferma come una delle saghe più innovative di tutti i tempi e i personaggi appassionano subito dalle prime righe.
La Sonda Edizioni ha scelto di pubblicare questa saga e per fortuna sono molto contento che abbia acquisito i diritti di traduzione.
Con questo cosa voglio dire?
Semplice. Nella piccola editoria troviamo libri di qualità che raramente sono difficili da trovare oggi a causa di un marketing pesante da parte delle grandi CE. Ma con questa saga speriamo sia di incentivo alle altre case editrici piccoli a scegliere prodotti di ottima qualità e fare strategie di marketing e promozione come fa la Sonda diventando così una casa editrice da chapeau!
È sempre bello poter recensire favorevolmente una saga. Siamo arrivati al terzo capitolo della saga Warrior Cats. CuorediFuoco, il gatto domestico è sempre più irrequieto. StrsiciaGrigia ha una relazione con AcquaArgentea che porterà a fare i conti tra i diversi clan. La natura non aiuta e le alluvioni metteranno in difficoltà le vite dei gatti.
Anche in questo terzo libro, secondo più bello dei precedenti vi sono tematiche forti. Innanzitutto il legame di sangue che nel terzo libro sentiamo in maniera palese. StellaBlu è affezionata ai cuccioli che ha dovuto abbandonare per diventare Leader mentre StrisciaGrigia si ritrova padre di gatti avuti con AcquaArgentea che muore proprio mentre partorisce. StrisciaGrigia sa prendere una decisione che va contro ogni regola pur di stare con i propri figli e quindi abbandona il proprio Clan per ritrovarsi con il Clan del Fiume.
Ma rispetto agli altri libri in questo libro il segreto più grande lo ha il Clan del Tuono che nasconde un ex tiranno del Clan della Tenebra ossia CodaSpezzata.
Il libro è uscito nel 2011 presso Sonda Editore. Notiamo in questo volume uno stile ancora più maturo delle tre scrittrici sotto lo pseudonimo di Erin Hunter. Inoltre la lettura porta ad una maggiore riflessione. Forse è più adolescenziale o teenager per la tematica principale che è il legame di sangue ma anche un tema forte come la morte che leggendo suscita un’emozione forte a tal punto che il pianto era inevitabile. Ma è anche adolescenziale questo libro, detto in maniera positivo, perché sia CuorediFuoco che StrisciaGrigia pur di aiutare il Clan del Fiume vanno contro ogni regola aiutando così i gatti i gatti in difficoltà a causa di una piena e disobbediscono al codice guerriero che ha una regola ferrea ossia di provvedere in primis al proprio Clan. Messo dal punto di vista umano tanti adolescenti vanno contro gli adulti per difendere il proprio credo e raccontato in chiave meravigliosamente fantastica raggiunge lo stesso significato.
Rispetto ai precedenti il terzo libro va letto con molta più calma per poter assaporare le emozioni che trasmette. Ma è anche questo libro un omaggio alla Natura, una lezione di vita perché la natura che si ribella con le alluvioni sono significative.
E infine l’Amore non quello banale. L’amore di una micia nel dare la luce i propri gattini, l’amore di un padre nel scegliere di stare vicino che porta a fare sacrifici. E proprio per questo che questa saga piace. Perché sebbene fantastica anche il terzo volume non manca spunti di riflessioni rapportandoli con il comportamento umano. E proprio per questo che il terzo volume oltre che essere ancora più perfetto dei precedenti conferma la grandezza della saga Warrior Cats.
Siamo giunti al quarto volume Prima della Tempesta. ZampadiNuvola che viene rapito dai Bipedi (il divertente nome che i gatti usano per chiamare gli umani), CuorediFuoco che partirà in missione per liberare il nipote prigioniero, i sentimenti d’amore che il giovane vice del Clan del Tuono inizierà a provare per una sua compagna di Clan, l’allontanamento spirituale della vecchia Leader dalla fede verso il Clan della Stella, un incendio che devasta la foresta e provoca dolorose perdite, un morbo mortale.
Rispetto agli altri precedenti questo è uno tra i più dark come trama. Si parlerà della morte e le tre scrittrici in nome d’arte Erin Hunter hanno saputo scrivere un continuo per alcuni tratti più crudo rispetto ai precedenti ma non per questo non capace di attirare la lettura.
Cosa insegna questo libro? Più si hanno cariche importanti più si hanno responsabilità. La figura di CuorediFuoco è significativa. Leggendo il giovane lettore apprende cosa significa essere responsabili di fronte a certe situazioni.
Ma il tema principale del quarto libro è la solidarietà nel momento del bisogno. L’incendio mette alla prova i gatti facendo emergere una realtà nuova per i gatti. I mici si danno da fare per aiutarsi in questa difficoltà.
Ma anche l’accoglienza prende parte in questa storia. Il Clan del Fuoco nemico acerrimo del Clan del Tuono diventa alleato in una situazione di emergenza. E l’ospitalità e l’aiuto sono necessari.
Ma il quarto libro già fa chiarire che ci saranno colpi di scena nel quinto Un sentiero Pericoloso. Sicuramente un libro fondamentale per gli ultimi due libro della prima serie.
Ovviamente si delinea la trama quasi conclusiva invogliando a proseguire nella lettura.
Come già detto anche questo quarto volume conferma la meraviglia della trama intricata. Con le varie problematiche ancor di più la lettura diventa appassionante. Si inizia a leggere il libro e in pochi giorni lo termini con la voglia di proseguire le vicende. E l’inquietudine di ArtigliodiTigre a far prendere curiosità nella lettura.
Un altro capolavoro del trio Erin Hunter.
Siamo giunti al quinto volume de Warrior Cats. In questo libro viene deciso il destino del Clan del Tuono. ArigliodiTigre, ora StelladiTigre, è il nuovo leader del Clan della Tenebra. Lo stesso gatto lascerà in shock il Clan del Tuono. Nella foresta vi è una presenza maligna che semina morte e ovviamente Cuore diFuoco sarà lui a proteggere i suoi amici gatto e tutto in ciò che crede.
Rispetto agli altri questo affronta tematiche più rivolte ai giovani. La prima che ci viene offerta è la tematica del tradimento. StellaBlu rimane scottata dal tradimento di ArtigliodiTigre. Ma se abbiamo una protagonista che si piange addosso ci sbagliamo. StellaBlu è capace di reagire a tale torto. Si crea una corazza di protezione nei confronti di tutti. E proprio questa sua corazza di difesa che la porta a non fidarsi più di nessuno.
Ma se analizzato correttamente questo libro non è solo per ragazzi delle superiori.  Può e spero esser letto dagli adulti.
Nel quinto volume si affronta una tematica attuale che fa parte della vita quotidiana dei bipedi. La perdita di Fede. Come avrete ben capito sempre al centro del romanzo abbiamo StellaBlu che affronta il dolore con la perdita della fede e rinnega la sua parte spirituale considerandoli i responsabili del suo dolore. Si arrabbia con i suoi antenati che avrebbero dovuto guardarla dall’alto e vegliare lei e i suoi amici gatti. Questo aspetto colpirà il lettore ma anche la lettrice che la immagino con un fazzoletto di carta. Dal punto di vista narrativo affrontare il dolore e la perdita di fede ha reso questa saga con il quinto libro un capolavoro assoluto.  Proprio per questo il gruppo Erin Hunter hanno saputo coinvolgere con intelligenza non solo un pubblico di giovanissimi lettori ma anche adulti e dire che la saga è per bambini è davvero riduttivo. Anzi! Forse questo libro (il quinto) dimostra come deve essere letto dagli adulti. E proprio essendo rivolto agli adulti un altro argomento ancora più crudo viene affrontato.
Oggi sentiamo di violenza di genere e di delitti efferati che purtroppo sono entrati nel quotidiano collettivo. In questo caso in chiave sempre fantastica i cani randagi rappresentano la società violenta di oggi. I cani uccidono per il gusto e l’istinto di farlo. Se osservato con occhi reali notiamo che oggi uccidere faccia parte del quotidiano senza più scandalizzarci. E proprio questo tema che conferma la mia tesi che è una saga tanto per ragazzi giovani ma che gli adulti devono leggere per capire in maniera delicata quello che succede oggi. Non solo. Si dice che dopo il terzo libro ci si stufi.
Con Warrior Cats questo non avviene.
Anzi!
È sempre triste finire una saga che ti ha preso. C’è una sorta di amicizia tanto con la saga che con la casa editrice Sonda. Leggere L’Ora Più Buia capitolo conclusivo della prima saga lascia sempre un vuoto al lettore. E forse questo è da considerare un capolavoro. Diciamo che Warrior Cats è un capolavoro assoluto. I valori che sono stati tramandati in chiave fantasy hanno dimostrato alle scrittrici la loro grandezza assoluta. L’Ultimo libro della prima saga risalta un valore oggi quasi dimenticato: la lealtà.
Ma come in ogni saga che si rispetti l’avventura non manca e soprattutto la battaglia finale per il Bosco non lascerà respirare il lettore dalle troppe emozioni. La battaglia conclusiva non ve la racconto perché merita di essere letta e vi assicuro che leggendo questo libro è stato come leggere Il Signore degli Anelli. Ci sono scene cruente sì. Ma forse scritte da non offendere il giovane lettore o da incutergli paura. Anche le tenebre fanno parte di questo libro. A pagina 146 cito:
Si ritrovò in un passaggio lungo e stretto…a poche code di volpe di distanza, venne avvolto da una spessa tenebra.
Colpisce delle tre scrittrici la loro capacità di fare descrizioni dettagliate dei luoghi dove accadono le vicende. E ancor di più in questo capitolo finale non sembra di leggere un libro ma di leggere un film per la perfetta trama, la descrizione dei luoghi e i dialoghi impeccabili e curati al massimo.
Adesso che la prima saga è stata finita di leggere con grandi sospiri vorrei porre attenzione al lavoro della traduttrice Maria Teresa Milano. Complimenti vivissimi per la capacità di portare avanti una traduzione lunga come la prima serie ma anche le Edizioni Speciali La Profezia di StellaBlu e Stelladifuoco e il Clan Perduto. Il lavoro del traduttore in questo caso della traduttrice viene spesso ignorato da parte del pubblico lettore.  La traduttrice è stata in grado di mantenere lo stesso stile rispettando ovviamente le volontà delle autrici e senza fare pecche. Non è un lavoro semplice considerando la mole dei volumi anche perché Warrior Cats è composto da diverse saghe.  Mentre leggevo i volumi pensavo alla pazienza che ha avuto la traduttrice nel rendere in lingua italiana una saga felina molto british.
Finire di leggere questa saga ti lascia un certo senso di vuoto. Prendi talmente simpatia per i protagonisti felini che vorresti non terminasse mai. È raro che una saga mi prenda ma questa è una Signora saga creata in maniera perfetta a tal punto che mi sono promesso che una volta all’anno me la rileggo proprio per rivivere quelle storie universali come l’amore, la fedeltà, l’altruismo, l’amicizia e tanto altro ancora.
Warrior Cats è una saga che consiglierei alle insegnanti di quinta elementare e delle medie. Non fate leggere solo Harry Potter ma fate leggere anche questa. Anche i ragazzi più restii prendono amore alla lettura e far leggere questa saga vuol dire far amare la buona lettura. Avendo stima per la Sonda Editore di Casale Monferrato mi sono comprato gli altri volumi. Sì. Se c’è una casa editrice che merita tanto rispetto è questa casa editrice che ha fatto tradurre una saga che difficilmente dimenticherete. E a distanza di anni sarà sempre attuale.
Buona lettura.