domenica 13 gennaio 2019

D'Amore e Morte a Vukovar


Sono nata a Osijek nel 1941. Avevamo superato una guerra mondiale che aveva sconvolto il mondo intero. Molti della Jugoslavia venivano fucilati da fascisti e nazisti senza farsi troppi problemi. Ci giungeva voce che alcuni erano internati nel campo di concentramento di Rab. Si diceva che morivano di fame con una razione di 80 grammi di pane e della brodaglia messa in ex-bidoni di benzina. Ma anche di malattie come pidocchi e come se non bastasse alluvioni che fecero morire nel settore femminile donne e bambine. Così si ci raccontavano. Alcuni venivano portati al mare ma scheletriti com’erano gli internati un raffreddore e poi subito sepolti nel camposanto. La bora poi ha portato via gli internati a grappoli. Fortunatamente mia madre si salvò da tutto quell’orrore. Mio padre invece morì. Ma la Storia porta a fare pace e il tempo passò velocemente e alla fine anch’io divenni madre nel 1971 di un bambino di nome Ljuban. Mio figlio a scuola era bravo e studiava e s’impegnava. Voleva diventare docente universitario e allo stesso tempo cantante di opere liriche. Non che io approvassi la sua scelta. Musica lirica…gli italiani si sono fatti ben conoscere durante la seconda guerra mondiale. Alla faccia dell’Arte e della Musica. Un popolo barbaro e privo di grazia e incapace  di usare la propria testa. Ma essendo mio figlio, l’unico mio figlio, non mi opposi. Tutto sembrava funzionare bene. La scuola, le attività creative e poi nel 1991 la nostra Patria andò in frantumi. Che coglioni che siamo. Ci attaccammo alla Lingua prima poi all’idea nazionalista. Le uova si sono rotte e il danno era fatto. Osijek non era una città moderna come Zagabria. Anzi. Dava l’idea di città piuttosto rurale o comunque poco modernizzata. E così dapprima distrussero le strade poi fecero i colpi di mitra bucherellarono le pareti delle case. Le strade erano diventarono un cumulo di macerie. Le case erano svuotate scheletriche e si vedevano intravedevano le pareti con quel che rimaneva degli immobili. Ma le cose hanno una durata. E anche le persone. Per fortuna con il lavoro di mia madre ero riuscita a studiare medicina. Il che mi semplificava abbastanza la vita. O quasi. Mi occupavo di esperimenti scientifici per la sopravvivenza. O comunque ci provavamo. Dal punto di vista economico lavorare nel settore medicina era duro davvero. E gli esperimenti erano mirati. L’azienda per cui lavoravo crollata anch’essa. Ero riuscita a salvare il materiale in tempo prima dello scoppio della guerra. Già si vociferava di un simile attacco o da parte dei serbi o da parte dei bosniaci. E invece no. La convivenza pacifica fu distrutta dall’attacco di Vukovar. La città dove studiai e dove ebbi le mie amicizie e naturalmente dove partorii Ljuban. E in quel conflitto mio figlio fu costretto a partecipare come militare. La mia casa era diventata una catapecchia durante la guerra ma volente o no i militari erano sempre accolti a casa. Un po’ per protezione un po’ perché portavano il cibo sotto quell’aspetto non mi diedero fastidio. Di sera nel mio laboratorio sotterraneo avevo ancora alcuni animali su cui fare esperimenti. Topi, cani e delle scimmie. I bombardamenti rendevano gli animali tranquilli e quindi potevo agire su di loro senza fare troppi compromessi.
Arrivò novembre e arrivò la notizia che mio figlio era stato ucciso a soli venti anni. Una pallottola lo colpì in testa durante l’assedio di Vukovar. Un essere inanimato era sotti miei piedi. Fino all’una del giorno dopo lo osservai. La pioggia batteva forte e l’aria si fece più cupa. Provai a lavare mio figlio e poi a vestirlo come avrebbe voluto lui. La sua camicia a quadretti blu, la cravatta azzurra, la giacca e i pantaloni di tweed e il berretto inglese che si era comprato in Inghilterra nel Derbyshire. Aveva un po’ la fissa con lo stile british. Non potevo privarlo dei suoi gusti. Vedendo il mio figlio morto ripresi in mano libri di filosofia morale, chimica, filosofia naturale, e soprattutto anatomia umana. La domanda che mi feci era la seguente: Da dove procede il principio della vita? Un corpo è esattamente morto o è solamente una nostra impressione? Ma se una parte degli organi funziona allora tutto l’intero corpo piò funzionare?
E dalle domande iniziai a darmi le risposte. Osservavo il corpo di mio figlio. Iniziava a mandare cattivi odori. E naturalmente dovevo procedere il più veloce possibile per far resuscitare mio figlio. Non avevo accettato la morte di mio padre figurarsi se una donna accetta la morte del proprio figlio. Lo portai in laboratorio e lo adagiai sullo lettino come se fosse in ospedale. Lo svestii e poi decisi di estrarre il suo cervello dalla scatola cranica. Un lavoraccio enorme. Poi addormentai una scimmia che avrà avuto pochi anni. Sì. Dovevo fare quello. Il cambio del cervello con quella scimmia. Era l’unica soluzione. Del resto il cervello se ben collegato poteva dare le sue risposte. Due giorni e due notti a fare l’intervento. Ma alla fine il tutto riuscì perfettamente. Ljuban era entrato in un corpo di una scimmia qualsiasi. Appena sveglia la scimmia fece alcuni versi. Capii che voleva abbracciarmi. Mi lasciai fare. E ne fui grata del suo abbraccio. Poi gli feci una bella puntura e lo addormentai per alcune ore. I militari erano in guerra e con calma feci l’ultimo commiato nei confronti del corpo di mio figlio. Lo seppellii nel giardino vicino a casa. La fortuna di aver lavorato la terra e avere braccia possenti. Feci la fossa. Lo scaraventai dentro con il suo peso. Non mi pentii di averlo buttato nudo. Del resto si sarebbe consumato nel giro di qualche annetto. L’unica cosa che conservai erano i suoi vestiti e i suoi libri. Di dischi non ne aveva. Bastava la sua voce per avere la musica in casa. Dopo tutto questo lavoro mi riposai qualche giorno. Ora doveva iniziare la parte più bella. Educare mio figlio a scrivere e parlare. Conoscevo la potenzialità del suo cervello. La cosa non era difficile. La scimmia Ljuban del resto imparò velocemente. Scriveva bene su un misero quaderno sgualcito e sapeva aiutarmi in cucina. Era diventato un essere umano. Certo a vederlo era un po’ bruttino povero Ljuban ma non ne aveva di colpe. Lo avevo salvato e questo era quello che mi importava. E ce l’avevo fatta. Che soddisfazione vedere i suoi progressi. Parlava dopo un mese come un umano e ragionava come un umano. Che Dio mi perdoni se sono voluta andare contro natura. Un figlio può morire in un incidente, può morire di tumore, di malattia ma non di fame e guerra. Dio mi castigherà. Finirò nelle viscere dell’inferno ma non me ne frega nulla. Ljuban morirà e quando avverrà sarà per morte naturale. Intanto sta merda di guerra finirà. E ci sarà la ricostruzione. Io invecchierò ma al mio fianco avrò mio figlio.
Ho fatto la cosa più giusta e non mi pento.


venerdì 16 novembre 2018

Harry Potter e la perfezione della scrittura della Rowling a spese dei lettori

Sono passati 20 anni dall'uscita del libro. Ricordo perfettamente che la copertina di Hatty Potter con un topo che non finiva più. Ovviamente negli scout tutti a leggerlo. Così dotato di pazienza mi misi a leggerlo sapendo di amare Tolkien, il primo Ken Follett, Utopia di Tommaso Moro o altri simili. Rimasi piuttosto sconcertato. Idee interessanti ma ricordavano diversi parti scopiazzate e un'elevata presenza di errori strutturali e stilistici. Non dico che fosse stato noioso ma il livello di sopportazione era quello. Non possiamo definire Harry Potter e la pietra filosofale una grande opera anzi direi un libro per bambini ingenui dalla scarsa rilevanza letteraria. Avevo letto libri per bambini di qualità decisamente superiore come Nils Holgerson, i libri di Robert Westall, Christopher Pike, Margaret Mahy soprattutto in La Figlia della Luna o Il Mondo di Jonas della Lowry. Cosa insegna Harry Potter? Ad essere passivi ma peggio di Fanny Price di Jane Austen. Non fa nulla, subisce, subisce e sono gli altri ad aiutarlo. Ma il cervello Harry Potter ce l'ha? Macché. Resta immobile ad aspettare tutto. Solo il salvataggio estremo lo aiuta ossia l'amore. E il cane a tre teste? Ah già il Cerbero. Ma sì. Attraversiamo il muro anziché lo specchio, la porta e la chiave, Alice ribellati con Carroll.
No va beh. Rowling non si rubano le idee altrui. Non si fa bambina cattiva. Ti sei fatta scoprire!
Comunque la risata è assicurata quando si dice che Hogwarts è più sicura della casa degli zii. Ahahahahahaha. Rido. Il Cerbero, serpenti assassini, alberi assassini e infine i magnifichi dissenatori. Hagrid ma che stai a dì????? Non fatemi ridere.
Il problema è che oramai tutti si sono fossilizzati con Harry Potter. Poi il fenomeno è diventato vasto che alla fine lessi la serie obbligatoriamente per l'Università. Ci sono libri seriali di qualità superiore. Non ne dubito. Outlander, la serie di Arn L'ultimo templare, Cronache di Narnia, Terramare. Questi sono signori romanzi. Invece cosa dicono le nuove generazioni? Sono cresciuto con Harry Potter.
Vantatevene. E di fatti non sapete ribellarvi alle ingiustizie e sapete solo subire.
E poi ovviamente perché lo leggono tutti allora per forza di cose capolavoro assoluto. Ma davvero? Cosa si salva di Harry Potter? I Doni della Morte. Almeno la trama ha un vero senso. Frasi fatte alla nausea ma comunque qualcosa insegna. L'amore per i morti. E lascia stare i morti Harry Potter! Vivi e lascia vivere. E La Maledizione dell'Erede???? Sceneggiatura teatrale. Tutta la negazione che funzionava in HP. Incoerente dall'inizio alla fine. E' una fan-fiction mediocre. Personaggi macchietta. I personaggi parlano tutti allo stesso modo. E sono appiattiti. Si trovano personaggi morti. E poi senza spessore. Un cliché. Il figlio? Neanche fatto per il piacere sessuale. Ama solo se stesso. I personaggi agiscono stupidamente. Scivoloni, pagine di nulla e incoerente, problemi di scrittura e spazi temporali sballati. Tutto si risolve velocemente. Deus ex machina atroci. Non c' suspense. Non si interessati alla lettura. E tirate voi le conclusioni.
L'importante è farne un fenomeno commerciale. Auguri...buona lettura...

mercoledì 7 novembre 2018

Quel fascismo post-moderno chiamato Salvini, Meloni e di altri esseri...

La Storia si ripete. Con metodi diversi ma si sta ripetendo. Un tempo si chiamava H & M adesso invece abbiamo Salvini, Pillon, Meloni, Casapound e altri partiti estremamente pericolosi sia per l'Italia che per l'Europa sempre più in crisi.
L'avvento della Lega poi ha suscitato subito una serie di azioni poco costruttive. Dalla nave rimasta in mare per settimane alle scelte politiche di Pillon che per prima cosa a fare una caccia alle streghe prendendo di mira il mio libro Sulle Ali del Sogno Lfa Publisher perché in grado di stare alle provocazioni. Caccia a cosa? Le streghe non sono mai esistite e comunque anche se in latino le strix, strigi facevano pozioni non erano altro che erboriste. Pillon ignora questo deduco. Ma poi...te la vai a prendere a morte per un personaggio che passa da cavaliere a fata? Hai mai letto i fantasy in vita tua o sono una novità.
Lasciamo stare Pillon che è un caso a parte, la Lega fomenta razzismo, becero razzismo. Se negli anni '30 vi era la caccia all'ebreo ora tutti contro i negri o gli zingari. Ma il 27 gennaio a commuoverci per la Shoah e i campi di concentramento. L'Ipocrisia innanzitutto.
Passiamo alla Meloni. FOIBE FOIBE FOIBE! Sì sì gli italiani vittime degli jugoslavi di Tito. Perfetto. Invece nel '43 gli Jugoslavi vittime di fascisti nel campo di concentramento di Arbe è meglio tenerlo nascosto anzi! Rinnegarlo! Facile fare le vittime con il culo rosetto degli altri.
Con la Destra non c'è molto da capire. Il senso del nazionalismo un po' come i Turchi con la Grande Turchia. All'epoca si sterminarono gli armeni e oggi in Italia per il nazionalismo chi mandiamo all'aldilà?
Preoccupante poi l'editoria che pubblica M di Scurati Bompiani editore facendo venire all'italiano medio-ignorante la voglia di fascismo con frasi d'effetto del tipo: QVANDO C'ERA LVI...L'Ascesa di Mussolini ha reso di più gli italiani fascisti. Ma Scurati si è messo la zappa ai piedi. Prolisso, ripetitivo, senza una trama ben precisa e quattro anni descritti così...ad minchiam. Sicuramente ha fatto un bell'esercizio di stile con i soldi altrui. Capolavoro? Ma anche no. Carta straccia ben rilegata. E quindi con la scusa di propinare romanzi sul Fascismo, ascoltare Salvini, Meloni & Co l'Italia sta andando alla sua deriva e alla sua rovina. La Storia si ripeterà. Ma a quanto pare agli italiani ancora non è servita. Per pentirsene ci sarà il tempo. Bisogna aspettare...

venerdì 2 novembre 2018

I Libri di Oz. Quella magia dal sapore antico da scoprire.

Quella magia dal sapore antico viene riproposto oggi con l'Einaudi Editore che ha pubblicato (con quale azzardo) i quattordici volumi della serie di Oz. Con l'aiuto delle note messe alla fine del libro possiamo scorgere che i libri di Oz non sono stati altri creati da Baum per il volere del pubblico prettamente infantile. Infantile fino ad un certo punto in quanto la proprietà di linguaggio (e in questo caso la traduzione di Chiara Lagani) dimostra che a volte un testo esplicitamente per bambini debba necessariamente essere letto anche da un adulto. Escludiamo Il Mago di Oz che conosciamo tutti, il testo offre una serie di personaggi poco conosciuti dove l'emotività ha un ruolo forte assieme alla comicità, talvolta dark, ma anche la paura come motore di superamento nei bambini e il senso malinconico tipico delle fiabe della letteratura anglo-americana. Se snobbare I Libri di Oz dimostra che siete cresciuti state commettendo un grosso errore.
Perché? Cosa sta scrivendo questo? Vi ricordate Cronache di Narnia (in uscita in edizione speciale Mondadori nel mese di novembre)? Bene, perfetto. La saga di Lewis non è altro che una Bibbia raccontata in chiave fantasy dove i personaggi ricoprono un ruolo letto precedentemente nel Testo Sacro. Sì ok. E cosa c'entrano I Libri di Oz? Semplice. Baum nel suo inconscio non ha altro che creato L'Utopia di Tommaso Moro in chiave fantasy. Linguaggio accessibile, ospitale ma anche invenzioni di termini il libro è pieno anche di quei doppi sensi che talvolta lasciano il dubbio interpretativo.
Il libro poi è un manifesto femminista dove i personaggi femminili ricoprono un ruolo fondamentale. Strano ma vero Oz anticipò le teorie transgender, Ozma di Oz abbiano una gallina con un nome maschile, Tip il ragazzetto trasformato in fanciulla.
Se Popolo della Famiglia, Lega con il sentore Pillon hanno fatto la caccia alle streghe contro il mio libro Sulle Ali del Sogno perché si passa da cavaliere a fata e viceversa con tanti bei arcobaleni mi piacerebbe vedere la loro reazione nei confronti di una saga scritta nel 1907 con appunto Ozma di Oz. Considerate che l'ultimo libro di Oz risale al 1920. Quindi due anni prima dell'avvento del fascismo e delle dittature che già nel libro vengono ampiamente fatte notare. L'Orrendo sovrano che regna all'oscuro dei suoi sudditi. Si è forse anticipato Hitler, Mussolini, Franco? In qualche maniera sì. Non a caso ci sono voluti quasi cento anni perché tutte le storie di Oz fossero pubblicate in Italia integralmente. Ma ho come la netta sensazione che la Politica ancora una volta bandirà questo libro. Se Pillon, Popolo della Famiglia hanno voluto bandire Sulle Ali del Sogno edito dalla LFA Publisher che non era altro una riscrittura moderna di Ronja di Astrid Lindgren perché non colpire la saga di Oz? Si diventa adulti e tutto viene usato come pretesto di discussione maligna. Quando si cresce la Fantasia si perde e tanto. Né Michael Ende né Baum o la Lindgren sono riusciti ad insegnare ad alcuni esponenti di destra il vero significato della fantasia. E il risultato? Una becera censura senza cervello proprio come lo spaventapasseri. Ma la differenza è che lo spaventapasseri vuole il cervello. Alcuni esponenti hanno il cervello ma non vogliono usarlo. E allora I libri di Oz sono ancora attuali e hanno ancora qualcosa da dire.
Buona lettura.

venerdì 19 ottobre 2018

La libreria ideale. Trucchi e mestieri per una libreria di qualità.

La libreria non è un'osteria, non è una discoteca, non è un supermercato. Fin qui nulla di importante. Impariamo ad analizzare una libreria e con quale criterio sono posizionati i libri. Spesso e volentieri andiamo per memoria e più ci azzecchiamo dove vengono collocati i suddetti volumi. Ma...
Sì c'è un ma. Ogni tanto la libreria si rinnova come giusto che sia.

Il primo step è cercare i libri da sinistra a destra dall'alto verso il basso. Semplicemente perché leggiamo così.

Secondo step. Dividere per argomenti e in ordine alfabetico. Piccola osservazione. Se il cliente vuole osservare un libro è ben libero di fare. Il libro si sceglie con cura ma sarebbe più corretto riporre il libro al proprio posto. Non lamentiamoci che i libri non si trovano o il cliente successivo non riesce a trovare titolo. La responsabilità non ricade sul libraio ma al cliente precedente che molto allegramente posizione in un qualsiasi buco perché c'è lo spazio a sufficienza per quel tipo di libro con quel formato.

Terzo step. Scelta di titoli. Dio mio! Peggio che andar di notte in aperta campagna pascolando. Facile giudicare una libreria con la solita frasetta del tipo "Si va beh sono in Mondadori o in ****** o ******* e il libro non ce l'hanno. Ma che indecenza!". Il cliente può avere i diritti di questo mondo e non si discute. Attenzione però che il passaggio da scatolone a scaffale non è proprio immediato. E' un lavoro interno e una volta svolto allora il libro può essere acquistato. Considerate però che al giorno arrivano sulle 300 novità tra paperback e trade edition. La libreria ha anche degli spazi ben precisi. Per cui non tutte le novità possono arrivare in quella data se non quelle edizioni che le grandi case editrici pensano siano vendibili. Ma non sempre la scelta di avere 100 copie di...funziona! Attenzione alle "balle delle classifiche". Sono presi a campione alcune librerie d'Italia ma non tutte vendono le stesse quantità di libri come quelle a campione. Un esempio (ahimé un po' autoreferenziale) il mio ultimo libro Il Profumo del Cay tempo 4 giorni 45 copie vendute. E sono tante considerate il numero di giorni. Personaggi famosi che si dedicano alla cucina, a dar consigli sulla musica o raccontare le proprie storie neanche mezza copia nel giro di quindici, venti giorni? In una libreria ci devono essere libri che vendono bene, che si possono vendere e quelli che veramente un valore assoluto anche se non sempre presi in considerazione.

Quarto step. La figura del libraio. Escludiamo i commessi delle librerie delle grandi catene che a mala pena ti fanno da guida per trovare un libro e non oltre. Il libraio non è più come una volta dove si chiedeva ad esso per esempio Il Cliente di Grisham e te lo prendeva, batteva lo scontrino e si guadagnava i soldi. Oggi essere libraio è ben più complesso. Abbiamo una fetta di pubblico piuttosto difficile da gestire. I maschi. Sì l'essere umano maschile è al pari di un bambino che non riesce ad andare oltre a Harry Potter o nei casi peggiori al fenomeno Geronimo Stilton. Il maschio arriva in libreria, va verso il reparto saggistica (98%) si cerca un saggio possibilmente l'ultima uscita inerente a Politica, Società, Attualità e forse Storia e il tempo rimasto in libreria è pari all'incirca a 7 minuti. OOOKKK. Al maschio piace il saggio. D'accordo. Il saggio fa figo intellettuale. Il resto del mondo passa in quinto piano. Caso inverso. Arriva l'essere femminile. Romanzo grosso come un mattone, possibilmente in classifica, se ha la banda intorno al libro ancora meglio. Perfetto. Esce come in una Fashion Week. Durata tempo in libreria pari a 4 minuti. Il record? Ci sono anche quelli. Mi scusi non avete il libro di Nadia Toffa? Dove trovo la biografia di Totti? Non avreste mica la biografia di Melissa Satta? Il libro nuovissimo di cucina della Parodi? Stiamo parlando di adulti. Ovviamente li accontenti. Dai ciò che serve e tanti saluti e grazie. Adolescenti. Youtubers youtubers youtubers. Indaghiamo che cosa scrivono. Età adolescenti: 14, 15, 16 anni. Scopri che comprano questi libri per come abbellire una cover di un cellulare o creare plastiche più o meno morbide glitterate. Vediamo che cosa studiano. Facciamo il liceo ma per noi è leggere quello che scrivono gli youtubers. Alt! Stop! Leggere? Spieghiamo che la lettura è si intrattenimento ma è anche ulteriore conoscenza. Niente! Ti guardano come se fossi E.T. Poi su una trentina di ragazzini così arriva la ragazzina pecora nera che cerca Austen, Wilkie Collins, Gabaldon o comunque qualcosa di molto più serio. Ma l'adolescente lo lasci fare. Ragazzino di 10/11 anni con mamma. O Geronimo Stilton o Harry Potter. Il mondo dei libri per i pre-adolescenti finisce lì. I bambini di oggi non conoscono circa il 99% della letteratura a loro dedicata. Ed è forse quella meglio scritta rispetto ad un pubblico adulto. Il lavoro di editors, illustratori si può considerare nulla. Se si prova a spostare un bambino su nuovi orizzonti il tempo impiegato da un libraio con competenze si aggira sui 20 minuti, alla peggio 45 minuti. Ma il bambino se viene fatto ragionare qualcosa ottieni, l'adolescente un caso perso. L'adolescente cerca solo youtubers. Se poi lo metti a prova facendogli una domanda tipo: Cosa insegnano internet, la televisione, youtube, i blog a voi ragazzi? Niente. Abbiamo il silenzio. Non una frase e non riescono nemmeno a dire "Boh." Rispetto sì per i lettori perché già il 60% non legge rispettarli senza essere un libraio saccente specie se il cliente sbaglia o confonde un titolo e soprattutto nessun cenno rispetto alla richiesta di lettori che cercano autori sconosciuti. Immaginate a fine giornata il cervello di un libraio senza considerare l'inserimento dei titoli a catalogo. Ma la precedenza va data al cliente. Il più delle volte si ha la sensazione che la libreria non è altro che un "magazzino" dove il cliente arriva e ti chiede l'ultima operazione di marketing delle grandi CE. Il resto non conta. Il libraio cerca di proporre. Bisogna capire quanto è ascoltato.

Step 5. Il Lettore e la Lettrice. Rispetto ad un decennio le cose non sono migliorate. Anzi. Che sia adulto o pre/adolescente il risultato è lo stesso. Forse si salvano i lettori 1-5 anni. La libreria è un contenitore di libri possibilmente definiti best-seller trade e nulla di più. La maggior parte dei lettori chiedono libri solo perché visti in televisione. Possibilmente vite di Vip o biografie di calciatori o libri di cucina con ricette scritte in tutti i libri di questo mondo solo però con la nuova copertina o youtubers e al limite del disastro i libri dei rapper. Educare il lettore ad una scelta consapevole è il 90% dei casi impossibile. Per i lettori conta avere in mano un oggetto rettangolare. Poi se non dice nulla pazienza. Ma in quel momento il lettore contemporaneo ha la gioia di avere un libro visto in televisione, parlato nel bene o nel male ma pur sempre parlato. Con poi l'effetto boomerang. Uh mamma che delusione! Ma non è come il precedente! Non mi ha detto nulla di quello che già sapevo! Ma perché lo hanno pubblicato? Risposta alla Marzullo. Fatti la domanda e datti la risposta. Oggi i lettori dovrebbero capire che oltre a ciò che si parla dai media dovrebbero cercare qualcosa di qualità, anche leggero volendo, ma che abbia le caratteristiche di essere un libro utile e possibilmente formativo. Raro trovare il lettore con Memorie di Adriano, Morte di Virgilio, Northanger Abbey, Speciale Violante o qualche scrittore del passato da rivalutare. Direi che è proprio difficile. Aspetta al lettore cercare la sua strada per formarsi. L'aiuto lo avrebbe ma se non lo chiede non si può pretendere. Loro scelgono e s'illudono di leggere ma se non sbattono la testa contro un muro questi non sanno che il muro può nuocere. Libertà di lettura? Ovvio...non siamo in dittatura. Ma cogliere occasioni per scelte più consapevoli forse li valorizzerebbero di più come lettori.

Per ora il trend è quello...staremo a vedere.


giovedì 18 ottobre 2018

Il mestiere del Libraio. Una scelta importante per infondere una sana cultura.

La Mondadori a Novi Ligure? Un luogo dove si propone Cultura di un certo spessore sia per grandi e piccini. Un luogo dove si viene incontro alle esigenze del pubblico e cercando di soddisfare al meglio le loro richieste. La clientela è varia ma sopratutto è importante che le esigenze siano rispettate e perché no? Proporre qualcosa di innovativo. Un'esperienza unica. Dopo un mese qui a Novi non posso dire di trovarmi male. Semmai l'esatto contrario. Accoglienza non solo tra colleghi di lavoro fantastici ma anche nelle persone che ogni giorno vedo. Mi manca un po' Cesano e le persone che conosco. Ma quel vuoto è colmato dall'affetto delle persone di Novi. Sicuramente da questa esperienza si esce più maturi, più consapevoli delle scelte fatte e soprattutto valorizzati per gli studi svolti. Il libraio oggi è una professione poco riconosciuta dal pubblico ma che in realtà andrebbe scoperta. Essere librai non vuol dire solo "impilare libri in una libreria" ma aver una conoscenza di vari settori in maniera dettagliata, gli aspetti fondamentali di un libro (di qualsiasi genere) non necessariamente catalogazione ma struttura di una trama. La Mondadori di Novi Ligure ha una scelta di titoli capace di soddisfare le varie tipologie di richieste ma con un criterio fondamentale. Offrire prodotti di qualità. E per questo che il lavoro di mi piace. Perché si accompagna il cliente ad una scelta ponderata a gusti e soprattutto a far scoprire libri similmente ricercati dal lettore o lettrice.
La clientela sa ascoltare? Sì certamente. E' questo giova non solo alla Libreria ma anche al lettore o lettrice che sia. Proporre è sempre una sfida. Ma la Sfida viene soddisfatta quando proponi titoli di un certo valore e qualche giorno dopo ti ringraziano per la scelta che hai proposto. Un caso? Rinascimento Privato della Bellonci proposta ad una lettrice "forte" in quanto legge tantissimi libri in un mese. Questo è il bello di questo mestiere. Non è la retribuzione che rende felici (per carità giusto che uno sia pagato del proprio lavoro) ma la soddisfazione di vedere un cliente che ritorna soddisfatto, ti cerca e chiede consiglio o vuole ascoltarti per scoprire novità e libri non sempre considerati ma di grande spessore.
Non c'è che dire. Il Libraio è un mestiere impegnativo ma la gratificazione...tanta. E andare a dormire contento del proprio lavoro fa venire la voglia di riprendere il lavoro ancora più carico del giorno precedente. Un grazie a Veronica Filz e Gabriele Ottria. Senza di loro questa esperienza non ci sarebbe mai stata.

mercoledì 17 ottobre 2018

Spagna, medioevo e Longanesi. Juan Francisco Ferràndiz e La Terra Maldetta



IX secolo: la città di Barcellona non esiste. Esiste solo un piccolo e sparuto avamposto ai confini estremi del Sacro Romano Impero, un insediamento di non più di un migliaio di anime governato distrattamente dai franchi. Barcellona è in uno stato di quasi totale abbandono, devastata dagli scontri con i saraceni e sottoposta alla tirannia dei nobili corrotti che sfruttano gli abitanti.
Ma è grazie al coraggio e all’ambizione di un uomo, il vescovo Frodoino – incaricato dal re Carlo il Calvo di riportare ordine e civiltà in quei luoghi – che inizia la rinascita. Accompagnato da un gruppo di coloni in cerca di un destino diverso e di una nuova vita, Frodoino è deciso ad affrontare le sfide che lo attendono: intrighi, conflitti e manovre occulte sullo sfondo di una minaccia saracena sempre alle porte. Ben presto Frodoino si scopre conquistato dal fascino di una donna misteriosa, la nobile Gota, fortemente legata alle tradizioni della sua terra e della sua gente, che si innamora, ricambiata, del vescovo. Con l’aiuto di personaggi sia di umile sia di illustre nascita, Frodoino e Gota daranno inizio a una lotta stoica per strappare Barcellona dal destino di terra maledetta nel quale sembra intrappolata, divisi tra i sentimenti che li legano e i doveri imposti da un sogno ancora più grande…


Il romanzo storico è ritornato in auge. Per fortuna non abbiamo sempre da proporre il solito Ken Follett (oramai privo di idee e ben lontano da I Pilastri della Terra) ma abbiamo un autore spagnolo capace di tirare fuori il meglio del periodo medievale. Soldati, mercenari, eroi, tiranni, fuggiaschi, bestiari dalle conoscenze letali, creature fantastiche, uomini di Dio, donne dalle mille virtù, pronti a perdere tutto per ottenere la gloria. Romanzo epico che è capace di infondere al lettore una certa visione del medioevo possiamo notare come la società dell'epoca non sia poi tanto diversa da quella attuale. Ingiustizie e falsi ideali, società corrotte ma anche speranze, leggende e storie dimenticate si riuniscono per dar vita ad un romanzo su una vittoria forgiata da una grande perdita. L'ambientazione è una Barcelona lontana da come la vediamo noi oggi. La storia ha inizio nel X scolo quando ancora Barcellona non esisteva, era solo ed
unicamente un piccolo avamposto ai confini del Sacro Romano Impero, in completostato di abbandono, grazie al coraggio e all’ambizione di un uomo, che inizia la rinascita.E da qui che con l’aiuto di gente umile ed altri nobili che danno inizio alle lotte per
strappare alla città di Barcellona un triste destino e riportarla ad essere quella che è. Sicuramente possiamo dare un voto alto a questo libro. Personaggi ben delineati e ben descritti, la trama scorrevole e per nulla scontata e soprattutto significativo di questo libro la lotta dell'uomo per salvare la città da un terribile destino. Interessante sono i "point of view" dei diversi protagonisti. Un libro prezioso da leggere e regalare proprio per la precisione di stile e il suo stile decisamente superiore ad altri romanzi romanzi storici. Per gli amanti del romanzo storico non si può non farne a meno, La lettura è d'obbligo. 



martedì 16 ottobre 2018

Libraio per caso: Mondadori Novi Ligure, autore, libraio e lettore e una grande mission.

Novi Ligure. Città di 28.00 abitanti. Una bella libreria chiamata Mondadori (Franchising) e una new entry da Milano (o vicino così non offendiamo Cesano Boscone). Sono anni difficili per un libraio far fronte a diverse richieste. La società si è evoluta, si sono creati casi editoriali (talvolta di qualità piuttosto scadente) e la stessa ricerca di libro risulta assai difficile in un momento dove abbiamo tanti scrittori (o quasi) e pochi lettori. 
Complessa la situazione per due situazioni. L'adulto intento a leggere il prodotto banalmente commerciale (Modignani, Follett, Grisham, De Carlo etc etc...) e il bambino/adolescente. Ma la differenza sta che l'adulto se fai una nuova proposta (non necessariamente commerciale) ottiene un buon esito con il bambino o l'adolescente si è creato invece una sorta di circolo vizioso che porta l'incapacità nell'adolescente saper scegliere correttamente. E' il caso di due fenomeni editoriali che a mio avviso portano ad un appiattimento emotivo e una misera conoscenza di vocaboli (talvolta storpiati). Di cosa stiamo parlando? Degli youtubers e del caso Geronimo Stilton (adatto sino a 8 anni e non oltre) o Harry Potter (prodotto oramai considerato vecchio e che comunque non ha più nulla da dire). Si può trovare una soluzione a questo problema oggi come oggi? Secondo me sì. Nel marasma editoriale a distanza di 25 anni è tornato in commercio Ricordati di Me di Christopher Pike, Professione? Spia! o Ronja oppure La Pendola Stregata (Il Mistero della Casa del Tempo) giusto per citare alcuni titoli che sanno insegnare ai ragazzini come affrontare la realtà anche tramite la fantasia. Per far scoprire i classici non vi è una ricetta ma semplicemente bisogna saperli proporli suscitando interesse, curiosità e dimostrare al bambino la validità del testo come oggetto formativo. Il libraio non vende solo un oggetto ma ne è a conoscenza di ciò che vi è scritto all'interno. 
Cosa consiglio? 

1. Il Giardino segreto (Burnett). Con il tempo, tutto cambia e si rinnova. Anche quando sembrerebbe 'chiuso' e perduto per sempre.
La bambina restituisce la vita al giardino e riesce a colorare quella del cugino e l'animo dello zio che ritrova il rapporto con il figlio. Ma cambia lei stessa: scopre l'amicizia, gli affetti e la gioia di condividere qualcosa di importante.
2. Canto di Natale (Dickens): La scoperta della solidarietà, e dello stare insieme apre la porta alla speranza e allontana il timore della solitudine.
3. Alice nel paese delle meraviglie (Carroll): È un percorso di formazione, e crescita: ogni esperienza cambia e aiuta a rafforzare il sé e rende più consapevoli di poter superare le difficoltà anche nella vita reale. 
4. Il mago di Oz (Baum): I tre personaggi, lo Spaventapasseri, il Taglialegna di Latta e il Leone Codardo che cercano, rispettivamente, il cervello, il cuore e il coraggio, insegnano a essere più consapevoli delle proprie potenzialità perché, in realtà, sono cose che già hanno. 
5. La Tela di Carlotta (E.B. White): In questa delicata storia, piena di poesia, a volte, gli animali sembrano più acuti e buoni degli umani. E, alla fine, ogni difficoltà si può superare con un po' di intelligenza e l'aiuto dei veri amici.
6. Lo Hobbitt (Tolkien): Scritto per i bambini, il libro è anche una sorta di 'primo capitolo', un preludio, del celebre Signore degli anelli, una delle saghe fantasy più amate (e lette) del XX secolo. Tra immaginazione, colpi di scena, e suspense - accompagnati dalla celebrazione dell'amicizia, della semplicità e della giustizia - questa lunga fiaba appare ancora irresistibile a ogni età.
7. Il Vento Tra I Salici (Grahame): Scritto nel 1908 dall'autore (segretario della Banca di Inghilterra) per il figlio quando si allontanava per lavoro, è tra i grandi classici della letteratura inglese per l'infanzia. Tra avventure, magia e senso dell'umorismo, la storia celebra la natura incontaminata e il valore dell'amicizia.
8. Nils Holgerson (Lagerlof): Premio Nobel, l'autrice (che era una maestra) miscela sapientemente avventura, magia e grandi temi in un racconto (uscito nel 1906) pieno di freschezza e rimandi alle leggende scandinave.
Il viaggio di Nils, sul dorso di un'oca, è un percorso di crescita, e scoperta di valori come l'amicizia e la solidarietà. Ma è anche un pretesto per scoprire la geografia della Svezia e il rispetto verso l'ambiente e la natura.
Questo è solo un tipico esempio delle scelte editoriali che propongo. Ovviamente ascolto anche le richieste dei ragazzi e bambini avvicinandomi di più alle loro esigenze e al contempo proponendo testi validi. Stesso discorso vale per gli adulti che in base alle loro richieste (genere rosa, romanzo storico, noir e poliziesco, fantasy, saggistica) miro assieme all'aiuto di Veronica Filz (la proprietaria) e Gabriele Ottria (ricerca dei testi e proprietario) a offrire una serie titoli capaci di intrattenere ma al contempo formare anche con la lettura facendolo passare per un momento piacevole. Perché in primis la lettura deve essere un momento assolutamente godibile. Una bella responsabilità? Sicuramente sì. Ma anche una buona occasione di confronto tra lettore e libraio. 
Buona lettura! Vi aspetto! 

venerdì 14 settembre 2018

IL BENE VINCERA': le fesserie raccontate dal senatore Simone Pillon e di altri complottismi

Che la Lega non sia il mio partito è risaputo. Alla fine fanno parte della Politica Italia e pertanto l'indifferenza è la migliore arma. Ma se un senatore come il signor Simone Pillon provochi la quiete pubblica è naturale che qualche risposta venga data per le rime. 
Fatto n.1 Caccia alla Streghe. Bene anzi male mio caro Pillon se fai la "caccia alle streghe" ti rispondono per le rime nel 2018 con risposte del tipo: ah sì. Educhiamo allora i bimbi alle streghe e ai maghi e a essere gay e lesbiche (visto che li odi profondamente). Il che cadi sul ridicolo perché le nuove generazioni non credono più a streghe, draghi, cavalieri e fate. Non siamo negli anni '70 dove i bambini avevano paura di tali esseri incantati. Siamo nel 2018. Il fantasy con il cinema 3D ha dato conferma di come la magia non sia altro che un'invenzione allo stato puro. E i bambini ridono su queste creature e fanno finta di essere stupiti. Non solo. Sulle Ali del Sogno Lfa Publisher è un omaggio alla scrittrice Astrid Lindgren e Fantaghirò. Chi sono? Informati. E con la tua pessima azione poco cristiana hai fatto un danno ai ragazzi autistici di una scuola di Buccinasco e alla Comunità di Sant'Egidio di Milano (tra l'altro sono cristiani cattolici ops non lo sapevi?). 
Fatto n.2 Libretti gender. Caro Pillon prima di dare giudizi sugli autori ti consiglio di informarti. Libretti gender direi proprio di no. Il Quaderno di Madrid (325 pagine guerra civile spagnola) Nessun Amore Più Grande (desaparecidos argentini 270 pagine) Redenzione (violenza di genere, carcere, rapporti famigliari 320 pagine) Sulle ali del Sogno (120 pagine genere fantasy). Libretto di usa per il genere musicale non per la narrativa o la saggistica. Le idee sono confuse come termini editoriali. Se proprio vuoi disprezzare usa il termine Libercolo. Ogni parola corrisponde ad un termine preciso. Quindi cerchiamo di essere precisi. Comunque a proposito di LGBT sono un autore etero cristiano cattolico con la differenza tra me e te che io li vedo come esseri umani innocui. Tu li vedi come una malattia incurabile, una vergogna o comunque con un disprezzo pari ai dittatori della prima metà del novecento. Sono nati gay? Pazienza. Vivi e lascia vivere. Sono creature del Signore e di Dio con scelte proprie. Chi sono io per giudicare tali persone? E fai tanto il cristiano catechista precisino ma al contempo disprezzi persone create dalla volontà di Dio. 
Fatto n.3 Valentina Bufano: prendi spunto da una (dello tuo stesso partito) non considerando che la Cavinato Editore per un comportamento poco corretto da parte dell'autrice nei confronti non solo del sottoscritto ma anche di altri autori è stata immediatamente tolta dl catalogo. Inoltre la Bufano non si occupa di letteratura per ragazzi ma tendenzialmente di poesia. Dovrebbe far riflettere tale azione. 
Fatto n.4 Aborto: Mi dici Pillon cosa ti salta in mente di andare contro le donne? Forse non ti è chiaro un concetto. Ma è ovvio perché sei dotato di testicoli e pene e non di ovaie e di vagina. Comunque l'intelligenza porta a domandare e documentarsi prima di sparare cazzate colossali. Per una DONNA l'ABORTO NON E' MAI un ATTO PIACEVOLE. Cosa nei sai delle condizioni di una donna per non poter tenere un figlio? Voi politici cosa state facendo perché gli uomini possano lavorare e guadagnare uno stipendio che possa soddisfare le richieste basiche di una moglie o di un figlio? Vi lamentate voi della Lega degli stranieri e delle loro famiglie numerose. Perfetto. E voi cosa avete fatto fin'ora per dare la possibilità ai ragazzi e ragazze italiani di crearsi una famiglia con un lavoro ben remunerato? Ovviamente la risposta è NIENTE ma alla fine per prendersela con qualcuno è meglio attaccare i GAY,LESBICHE, LGBT, STRANIERI e adesso DONNE che non hanno UNA SICUREZZA di VITA. Chi sei tu per imporre? Dio sceso in terra? La parola DIVINA e GIUSTA? 
Non ci siamo mio caro Pillon. Hai bisogno di ritornare al Catechismo ma come studente. 

Ama il prossimo tuo come te stesso ti dice qualcosa? Mi sa proprio di no. 
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri. 
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri. 

Sarò del Partito Democratico, sarò cristiano cattolico ma almeno chi ho di fronte a me lo rispetto, non guardo il colore della pelle o i suoi gusti sessuali o le sue scelte (talvolta drammatiche) da fare. Mi sento molto più cristiano di te. E metto in atto la parola di Dio rispettando il mio prossimo. Ne hai di strada da fare per essere un buon cristiano. Ma tanta...e come insegnano gli scout AGESCI (eh già perchè sono scout cattolico italiano)? Buona strada...



lunedì 30 luglio 2018

Quel romanzo inglese che ancora fa discutere: Daniel Deronda di George Eliot Fazi Editore

Era l'anno 2002 e lessi per la prima volta, tra l'altro in inglese, la Penguin film tie in edition Now a major BBC drama di Daniel Deronda. Il volume tanto grosso non era incoraggiante ma volente o dolente lo dovevo leggere. L'impatto con questo libro è stato piuttosto traumatico. Colpisce di questo libro la cattiveria di Gwendolen, il pragmatismo di Gascogne e altri personaggi che saranno per il lettore difficile da dimenticare. Il romanzo è una satira sociale e ricerca morale on una presentazione positiva delle idee ebraiche proto-sioniste e cabalistiche che ha reso controverso il giudizio finale su uno dei nomi più importanti della letteratura vittoriana. Il personaggio principale ricorda tanto la figura di Mosé. Come Mosè, allevato come egiziano per poi guidare il suo popolo verso al Terra Promessa, così Deronda è un ebreo allevato come gentiluomo inglese che alla fine del romanzo abbraccia lo stesso progetto. Il nome di Deronda indica presumibilmente che i suoi antenati vivevano in Spagna, nella città di Ronda, prima dell'espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492. Sempre lo stesso Deronda è nato attraverso la conoscenza del suo docente ebreo Immanuel Oscar Menahem Deutsch. Può essere considerato romanzo storico? Assolutamente sì. Daniel Deronda è ambientato negli anni della epocale Battaglia di Sadowa, l'inizio della fine dell'egemonia austriaca in Europa. Così la Eliot collega deliberatamente gli eventi del romanzo a importanti avvenimenti storici. I movimenti di unità nazionale e di auto-determinazione si stavano formando in Germania e in Italia ed erano visti come forze progressiste in contrasto con i vecchi regimi reazionari degli imperi come quelli dall'Austria-Ungheria e della Russia. L'entusiasmo della Eliot per la causa sionista dovrebbe essere considerata in questo contesto. Si desume che per la Eliot si trattasse di correggere un'ingiustizia storica in un'epoca in cui gli elementi progressisti consideravano la liberazione nazionale come positiva. L'immaginario spirituale archetipo e mitologico ma anche la stessa cabala fanno sì che questi aspetti mistici racchiudano il valore spirituale del libro. Di fatti lo stesso Deronda è un personaggio che si identifica con la spiritualità, la coerenza morale e il senso del comune degli ebrei a diversità degli inglesi considerati filistei, materialisti e corrotti. Come dire che i valori morali ebraici sono ben sconosciuti alla società inglese. 
Fazi Editore a maggio ripropone una nuova traduzione dell'opera di George Eliot a cura di Sabina Terziani. Il costo del libro è piuttosto alto ma considerando il numero di pagine (948) diciamo si è appagati dalla lettura. Traduzione precisa e puntuale e su questo la Fazi si riconferma in grado di riproporre i classici non solo con una veste grafica di alti livelli ma anche traduzioni di un certo prestigio rispetto ad altre case editrici che fanno prodotti "usa e getta". 
L'unica pecca dei classici? Non vi sono apparati introduttivi. Stiamo parlando di classici. Più o meno conosciuti. E i titoli riproposti, dopo diversi anni, a maggior ragione hanno bisogno di un'introduzione creata appositamente per il lettore non esperto nel contesto storico dell'autore o autrice ma anche per lo studente universitario che avrebbe bisogno di una guida iniziale alla lettura. Se invece la lettura banalmente si concretizza in sé stessa allora il tempo dedicato ad essa è di gran lunga di qualità proprio per via della perfezione con cui è stata fatta. 
Non vi resta che augurarvi una buona lettura. 

domenica 22 luglio 2018

Maria Gripe I figli del Mastro Vetraio dai Junior + 10 all'Iperborea.



I figli del mastro vetraio è stato pubblicato per la prima volta nel 1964 (in Italia edito nel 1988, ma da tempo fuori catalogo), scritto da Maria Gripe, scrittrice svedese Premio Andersen nel 1974, e illustrato da Harald Gripe, artista e illustratore svedese, noto soprattutto per aver illustrato i libri della moglie Maria e per la sua collezione di teatrini di carta, oggi esposti al Gripes Model Theatre Museum di Nyköping.
Splendido romanzo fantasy di una scrittrice che già in passato aveva affascinato lettori di ogni età con Ellen, Dellen ossia Fuori, Sotto, Tocca a Te! pubblicato nella Gaia Junior, Iperborea finalmente ripropone un libro uscito sempre per i tipi Mondadori nella collana Junior +10. In apparenza si tratta di una famiglia felice. Un abile vetraio che crea oggetti stupendi ma che non consente né a lui né alla sua famiglia di arrivare a fine mese. Ma con la Fiera di un paese le sorti possono migliorare. E sarà in quell'occasione che i figli del mastro vetraio scompaiono. Papà Alberto e Mamma Sofia si disperano. Pietro e Chiara vengono rapiti dal Sovrano della Città dei Desideri. La madre cade nella disperazione più totale, il mastro vetraio non riesce più a vendere nulla, anzi, le sue creazioni sono orribili, senza ispirazione, senz’anima. Ha perduto tutto, purtroppo anche se stesso. Ma c'è qualcuna ad aiutare Sofia. Una vecchia strega Svolazza Beltempo con il suo corvo Savio sapranno risolvere i dolori dei genitori Alberto e Sofia ma soprattutto di Pietro (chiara rima di vetro) e Chiara (caratteristica del vetro). 
Come ogni romanzo nordico educativo la lotta tra il bene e il male ne fanno da corona in questa splendida storia. Ma anche l'importanza di essere saggi, i desideri troppo ricercati e infine la fragilità dell'essere umano come lo è appunto il vetro. Tanti riferimenti alla tradizione nordica in primis la figura di Odino il libro rappresenta oggi, a distanza di anni, un ritorno alla lettura classica per ragazzi.Iperborea ha azzeccato in questa scelta editoriale anche perché far riscoprire Maria Gripe oggi non è semplice. I ragazzi tendono a leggere classici inglesi, americani, italiani ma mai si sono cimentati in una lettura nordica. Questa è una preziosa occasione in quanto il testo ha caratteri grandi, vi sono le illustrazioni di Harald Gripe e comunque questo capolavoro indiscusso della letteratura svedese saprà entusiasmare tanto il pubblico giovane tanto il pubblico adulto. Un'altra grande scelta della casa editrice milanese Iperborea. 

“Nessuno immaginava che, semplicemente, intuiva che ciò che è più bello deve per forza essere più fragile, e questo fa paura e dispiacere quando si è piccoli e non si conosce la natura del vetro. È ben triste che la cosa più bella del mondo si rompa così facilmente”.

venerdì 6 luglio 2018

Quel romanzo libertino che farà parlare tanto... Vjekoslav Dafne Azul e la sua Rachel Filosofa edito da Cavinato Editore International


Romanzo libertino scritto con uno stile impeccabile Rachel Filosofa  è una vera e propria educazione sessuale senza limiti. Protagonista è Rachel che racconta la sua vita. I ricordi vengono narrati con dovizia di particolari senza offendere ovviamente nessuno. La volgarità è bandita e la narrazione è un susseguirsi di personaggi degni della letteratura inglese settecentesca al pari di un Tom Jones di Fielding. Dalla nana con l'eccesso nel desiderio sessuale, ai fratelli con le loro prime esperienze sessuali alle schiave nere importate dall'Africa fino al convento di abati e suore la protagonista ci racconta la sua vita sessuale ma anche quelle dei protagonisti con grande naturalezza. Dialoghi ben orchestrati questo breve romanzo libertino è degno di far parte assieme a libri quali La filosofia nel boudoir di De Sade, Fanny Hill di Cleland (tra l'altro citato nel romanzo) e Thérèse Philosophe di Diderot. Leggere questo libro non è solo un passatempo come lo è stato per 50 shades di E. L. James. E' molto molto di più. E' uno spaccato sincero e onesto della società inglese settecentesca con le loro colpe e i loro peccati che avvenivano nell'Alta Società.
Cosa colpisce di questo libro? Il libro che è stato scritto da un italo-serbo con l'amore della Spagna che ha solamente 16 anni! Un ragazzo di 16 anni che scrive un romanzo del genere come alla fine degli anni '70 (1976) lo fecero Rocco e Antonio Porci con le Ali Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera. Considerando la giovane età dell'autore non si può certo dire che non sia partito con un botto. A Cesano Boscone non vi sono solo autori con uno stile classico che raccontano storie più o meno quotidiane. Vi è anche qualcuno che è andato un po' fuori dai cliché provinciali. Ora scandaloso, ora divertente, ora drammatico ma anche impulsivo il libro lo rileggerete spesso. Speriamo di conoscere presto l'autore e di vederlo in pubblico. Chi lo sa? Anche una bella presentazione non sarebbe male. Chissà quali segreti si celano dietro a questo libro.
Una lettura estiva che rimarrà impressa. Le lettrici ameranno i personaggi. I lettori saranno snob come sempre. Ma una cosa è certa. L'Uomo anche in questo caso è più un Animale Aggressivo nei confronti della Donna. Un grande manifesto femminista che riprende il romanzo settecentesco. Un'impresa non proprio facile.
Buona lettura.
Dome.

giovedì 28 giugno 2018

Caro delizioso essere maligno...IL NANO di Par Lagerkvist


Iperborea si è rinnovata. La veste grafica di primo acchito colpisce e soprattutto il tipo di carta usata, le incisioni a linoleum dimostrano il valore intellettuale della casa editrice. Il Nano di Par Fabian Lagerkvist (premio Nobel della Letteratura nel 1951) è un'opera esplicitamente anti-nazista che sa raccontare il dramma della Seconda Guerra Mondiale. Il nano è una figura cattiva che lavora per il nobile Leone. Il nano si distanzia dall'umanità che considera sporca e cerca di distinguersi dagli altri nani attraverso un malvagio comportamento. Leone è sposato con Teodora e hanno una figlia, Angelica. Teodora però tradisce Leone con don Riccardo. Inoltre Angelica ha una relazione con Giovanni, il figlio di Lodovico Montanza, che è l'arcinemico di Leone. Quando Mastro Bernardo, un artista che visita la corte, vuole studiare il suo corpo e il nano deve essere nudo, così che Bernardo può descriverlo bene, ma il nano si vergogna e prova a urtare il suo pugnale a Bernardo. Ma è un nano piccolo, non ha un forte potere e viene disarmato subito. Un altro inutile tentativo di esercitare potere viene buttata fuori quando il nano sogna di andare in mezzo ala guerra per il godimento di uccidere le persone, ma è fermato per la sua piccola statura. Quando la guerra è finita, il nano continua i suoi piani malvagi. Alla festa di pace gli viene data la missione di avvelenare i nemici. Inoltre don Riccardo, l'amante di Teodora, assaggia il vino avvelenato, e il piano del nano ha successo. Don Riccardo muore e la Teodora va in depressione. Quando il nano frusta Teodora e la porta nella morte, finisce in prigione. Nonostante la sua ricerca senza fine di essere superiori agli uomini e agli altri nani, rimane alla fine solo un nano senza potere.
Cosa colpisce di questo personaggio che rimane impresso nel lettore? Talune frasi di impatto emotivo: Un nano la sa sempre più lunga su tutto del suo padrone (pagina 25). Che vi piaccia o meno i nani raramente dimostrano una certa forma d'intelligenza. Anzi, semmai il contrario. Sono persone arroganti e presuntuose e in qualche modo superbe. Il loro aspetto fisico porta a tale superiorità che in realtà si conclude con un nulla di fatto. Io voglio essere l'unico padrone di tutto ciò che è mio. Nessuno può appropriarsene, né metterci le mani. (pagina 53) Saranno pochissimi o casi eccezionali ma per lo più i nani sono essere alquanto egoisti. E non stiamo parlando di personaggi inventati. Lagerkvist ha dato una definizione molto corretta al personaggio nano senza girarci intorno. Sarà divertente partecipare all'assalto di una città. Finora non ne avevo avuto mai l'occasione (pagina 99). In questo caso si mette in risalto la cattiveria del nano ma anche una rappresentazione del dittatore più famoso in assoluto ossia Adolf Hitler. È mio destino voler sterminare anche la mia razza? E' una razza spregevole e disonorata. (pagina 103). Lagerkvist con questa frase ci da un chiaro messaggio. Il nano non è altro che Hitler. Sterminare una razza...ma ovvio nella realtà erano gli ebrei. Qualche tempo dopo fui portato davanti a una specie di tribunale, venni allora a sapere che ero accusato di ogni possibile delitto (pagina 191). Tribunale? Delitti? Lagerkvist ha anticipato quello che sarebbe stato il Processo di Norimberga. Romanzo dunque ambientato in un rinascimento italiano, in realtà questo GRANDE romanzo di ampio respiro (sebbene corto da leggere) è una grande testimonianza di cosa è stata la Seconda Guerra Mondiale. Romanzo non a caso scritto nel 1944. Distruzione, odio, indifferenza ai massacri nel nano sono visti come la normalità. La guerra non è un divertimento è di una cruenta serietà (pagina 81) dimostra un cinismo al pari di Adolf Hitler nonché alla perdita della ragione umana. Colpisce del nano la sua limitatezza portandolo ad una chiara e palese mediocrità in cerca di qualche approvazione. Per nano non dobbiamo intendere solo persone con un marcato difetto nell'accrescimento somatico ma anche tutti i dittatori che sono assetati di potere e che in qualche maniera sono alla ricerca di vendette che covano sin dall'adolescenza. Poi talvolta questa crudeltà può essere accentuata. Ardo dal desiderio di sangue! (pagina 70) frase eccessiva in un romanzo? Direi di no. Anzi frase che racchiude il vero senso dell'esistenza del protagonista. 
Un libro quindi che va riscoperto, proposto nelle scuole superiori per far capire il dramma della Seconda Guerra Mondiale e la dittatura di Hitler. La letteratura svedese sa offrire testi che aiutano al ragionamento e contestualizzato oggigiorno è ancora attuale. Un libro dal carattere pacifista che se viene letto attentamente non è altro che un monito alla follia umana. 
Buona lettura. 

mercoledì 23 maggio 2018

Rover & Lakes. Lo stile british made in Germany - Galeria Kaufhof

 Siamo abituati ai cambiamenti della moda. A volte lo stile British ritorna prepotentemente. E a volte certe camicie costano un po' troppo. Si pretende la qualità ma non sempre costo e qualità combaciano. Si tende a spendere 80 euro per una camicia firmata Brocklehurst o Viyella. Le camicie a quadretti Rover & Lakes sono sia eleganti (vedi foto sopra) ma anche sportive (color rosso foto in basso)
Se poi la camicia che si cerca deve essere sportiva allora la scelta è ancora più complicata. Le camicie di cotone di oggi non sono più resistente e dopo diversi lavaggi tendono allo sbiadirsi. Rover & Lakes invece mantiene il colore anche dopo diversi lavaggi. E quindi indossare una camicia Rover & Lakes non darà mai all'occhio se è vecchia o nuova. 
Ovviamente Rover & Lakes non fa solo camicie a quadretti e righe eleganti sia di cotone leggero che di flanella ma anche scozzesi e quadri più grossi da tempo libero (Freizeithemden). Queste camicie sono predilette per chi ama la campagna e la natura e non può rinunciare ad indossare una comoda camicia un po' come fanno i protagonisti dei libri della Rosamunde Pilcher. Aspetti positivi? Il costo. Modico e prodotti di alta qualità. Aspetti negativi? I vestiti Rover & Lakes li puoi comprare solo in Germania alla Galeria Kaufhof o tramite ebay e il più delle volte sono vestiti usati ma quasi nuovi. Se vi capita di andare in Germania acquistate un capo qualsiasi. Sarete clienti fidelizzati con questa marca. 

martedì 22 maggio 2018

Vortici di Passioni in un classico francese senza precedenti: MANON LESCAUT di Prévost

L'amore questo sconosciuto. Ma l'amore anche forma di sofferenza e di contraddizione. Se vi è una storia del tutto Umana allora non si può pensare a Manon Lescaut. Classico francese del 1731 reso celebre da Puccini nel 1893 modernizzato da Jean Aurel e interpretato da Catherine Deneuve in Manon 70 l'opera di Prévost continua ad affascinare anche a distanza di tre secoli. 
Ma cosa colpisce in tutto ciò? La figura della donna, Manon, appunto in apparenza sempre in contraddizione con se stessa. Pretende la fedeltà e mette alla prova il fedelissimo Des Grieux. Ambientato principalmente in Francia e, nel finale, in Louisiana, agli inizi del XVIII secolo. La storia narra del Cavaliere Des Grieux e della sua amante Manon Lescaut. Des Grieux è un "giovane cieco che rifiuta di essere felice buttandosi volontariamente nelle sciagure che non vuole evitare".E' ingenuo, "immerso in una profonda fantasticheria". Egli, provenendo da una famiglia nobile, rinuncia a tutta la ricchezza ereditaria scappando via con Manon. E' dominato dalla sua "idea" di amore che - nel romanzo - coincide con la stessa esperienza che egli ne fa: la felicità non è un merito, ma diviene mero accadimento. Manon era destinata al convento "contro la sua volontà per frenare la sua inclinazione per i piaceri". I giovani amanti si stabiliscono a Parigi, dove Des Grieux si cerca in tutti i modi di soddisfare le abitudini lussuose di Manon,"abbandonati i progetti di matrimonio ritrovandosi sposi senza averci pensato". Des Grieux, che accondiscende in tutto la sua amante, chiede soldi al fedele amico Tiberge, sicuro della sua amicizia incrollabile, e bara al gioco. In varie occasioni, Des Grieux perde le sue ricchezze in circostanze accidentali e Manon più volte lo abbandona per uomini più ricchi, poiché non può sopportare di vivere nella miseria. Tradito per ben tre volte - come ricorda lo stesso protagonista nella Seconda Parte - per altrettante volte si riaccende l'amore di un cuore che era sempre appartenuto alla sua amante. Dopo aver truffato il ricco signor G*** M***,vivendo a sue spese, i due amanti vengono fatti imprigionare. Durante questa prima prigionia, in Des Grieux si susseguono sentimenti struggenti, fino a quando, dopo la fuga, riabbraccia Manon: "[...] l'ho qui, con me, almeno mi ama, è mia [...] questo non è un fantasma di felicità". Ma la tranquillità è illusoria e la vendetta è qualcosa che può ritorcesi contro: dopo un ennesimo tradimento ai danni del figlio del ricco signor G*** M***, i due ordiscono una nuova truffa. Scoperti dal padre, vengono imprigionati nuovamente ma, mentre Des Grieux riesce a salvarsi grazie all'intervento del padre, Manon viene condannata all'espatrio in America. Des Grieux cerca di salvarla, ma non può far altro che seguirla fino a New Orleans. In America, riescono a vivere in pace per un certo periodo di tempo, sotto il favore del governatore della città. A New Orleans Des Grieux sembra aver trovato l'amore vero, senza interesse, né gelosia: "sono sicuro del cuore di Manon. Lo volevo così, per essere felice; ora lo sarò per sempre. La mia felicità è assicurata".Ma si sa, nell'istante più alto della felicità già si intravede l'ombra del dolore. Quando però Des Grieux comunica al Governatore la sua volontà di prendere in moglie Manon. Egli, che li credeva già sposati, vuole darla in sposa a suo nipote, Synnelet, innamorato di lei. Des Grieux sfida a duello Synnelet e, pensando di averlo ucciso, decide di scappare da New Orleans con Manon. I due amanti si avventurano nelle regioni selvagge della Louisiana, sperando di raggiungere un insediamento inglese, ma Manon muore per la fatica e gli stenti. Dopo aver sepolto Manon, Des Grieux viene catturato dagli uomini del Governatore e rinchiuso in prigione. Ottenuta la grazia, "nella sua anima rinacque, a poco a poco, la pace e a essa seguì la guarigione" Decide di tornare in Francia con il fedele amico Tiberge, che nel frattempo l'aveva raggiunto in America, dove decide di riprendere la carriera ecclesiastica. 
L'amore quindi viene messo in primo piano con le sue contraddizioni ma non per questo non puro. E allora perché Manon Lescaut piace tutt'ora? Perché rappresenta la vera natura umana con i suoi sbalzi di umore e di contraddizioni. Sicuramente scritto con un stile elegante è un plauso alla società bigotta dei cattolici e dal falso moralismo. Romanzo settecentesco con i tutti i suoi ingredienti dell'epoca (pettegolezzi, lussuria, folklore, lusso ma anche lussuria, miseria tête-à-tête) è anche un romanzo zeppo di esclamazioni e locuzioni come "Giusto cielo!" o "Orrendo tentativo! o "Passione fatale!", insomma tutte espressioni che fanno capire la portata titanica di sentimenti dirompenti, che strappano l'anima e i corpetti stretti. Forse leggendo questo libro vi verrà voglia di leggere il Tom Jones di Fielding. Bene fatelo. Il vostro tempo non sarà sprecato e farete pure qualche risatina. E poi a ben pensarci Manon Lescaut anticipa un'altra donna della letteratura mondiale: Lolita di Nabokov. Ma Manon è anche una femminista anti-litteram e credo che non tutti riescano a cogliere questo aspetto basilare. Amore contro il destino, amore e ossessione. Il Denaro non sempre risolve. Libertinaggio? Non proprio. Lui rimarrà impresso. Un bischero, un po' grullo e perchè non dirlo? Un po' coglione s'innamora ma sotto sotto è anche tanto masochista. Lei, donna avanti con i tempi lo castiga. C'è chi non lo definisce romanzo d'amore e neanche romantico. Io non correrei con i giudizi. Un romanzo digeribile e piacevole. Se invece pensate in maniera superficiale Prévost ci fa un baffo a Moccia con i suoi libercoli adolescenziali. Questo in mano ad un'adolescente fa fuochi d'artificio. Prenderà amore per la lettura. Non dimenticherete il personaggio di Manon. 
Buona lettura. 

lunedì 14 maggio 2018

Generazione Junior Mondadori. Generazione anni '80. Cosa ne è rimasto di noi?


Una generazione, quella degli anni '80 formata dalla Mondadori. E' la generazione dei Junior Mondadori. Ma quali cambiamenti ha portato a quella classe di ragazzini oggi ultra-trentenni con idee ribelli? Sicuramente la lettura dei Junior Mondadori non è stata casuale. Copertine accattivanti, scelte di argomenti non sempre trattati in famiglia o a scuola e il prezzo che non superava le 15.000 lire. Il gioco era fatto. La Mondadori con questi libri ha saputo dare una svolta al pensiero dei ragazzi che era in piena formazione scolastica. Libri talvolta espliciti anche dal punto di vista sessuale come La Società dei Gatti Assassini di Akif Pirincci che in Germania era letto da un pubblico adulto.
Il sesso soprattutto era uno degli argomenti principali in questi libri per ragazzi. Gioco Pericoloso di Westall, Fenicotteri in Orbita di Philip Ridley giusto per fare alcuni esempi. L'omosessualità non era più un tabù con i libri di Ridley, ma anche i primi amori adolescenziali con il cambiamento fisico come La Figlia della Luna di Margaret Mahy. Ma anche altri temi sapevano coinvolgere i ragazzi. L'adozione con Il Segreto di Lola che comunque portava al lettore la sua provenienza. A maggior ragione se si trattava di lettori ragazzi adottati. E la scienza altro motore di curiosità. Eva di Peter Dickinson e Il Mondo di Jonas di Lois Lowry. Inconsci che un giorno quello che leggevamo sarebbe diventata realtà a distanza di venti anni. E il tema frequente dei ragazzi soldati come in AK o bambini vittime di guerra come nel celebre Asmir di Sarajevo o Un angelo per May o Tempo di Guerra. Gli anni in cui leggere libri significava non solo intrattenersi con un libro ma anche formarsi. Fantasticare con C.S. Lewis o Jay Ashton o semplicemente usare la ragione per capire chi fosse il colpevole con i Gialli. E la nuova generazione? Si basa su Harry Potter. Il maghetto inglese più famoso al mondo ha spazzato via autori validi proposti dalla Mondadori. Di quegli anni solo la Bianca Pitzorno è riuscita a sopravvivere ad un cambio generazionale. Eppure da quei Junior sono sono stati film che sono vere e proprio gemme preziose come Tuck Everlsting dal libro Gli Immortali della Natalie Babbitt. Le generazioni successive riuscirebbero ad apprezzare i Junior Mondadori. No. Assolutamente no. Invasati con Harry Potter avrebbero difficoltà a capire le tematiche proposte. Inoltre certi temi non sono più considerati tabù e quindi oggi si può parlare di tutto senza farsi problemi. E forse la mia generazione cresciuta a pane e Junior che è cresciuta in fretta. Eravamo dei piccoli giganti. Ragazzini che leggevano questi libri come se fossero adulti, ascoltavano il Festivalbar d'estate ma anche Cristina D'Avena e si ponevano diverse domande sul chi si è, quali erano i nostri obiettivi futuri e sperare sempre in un futuro migliore. Sono passati 30 anni dalla prima pubblicazione di quei libri. C'è tanta nostalgia nel vederli nella propria libreria di casa e c'è tanta tristezza oggi a vedere che solo alcuni libri vengano proposti in maniera martellante dagli insegnanti delle scuole forse più per noia che per scelta. Una generazione capace di scegliere le proprie letture e formare il proprio carattere. Invece oggi o leggi anche tu quel libro o non sei nessuno. La Mondadori li sta riproponendo. Ma non vi è più quell'entusiasmo nei ragazzini come lo avevamo noi. I tempi cambiano e troppo in fretta. Si cresce in fretta e talvolta in maniera superficiale. Che bella la nostra generazione dei Junior che li leggevi appena potevi, finiti i compiti e poi con i compagni di classe ti confrontavi e talvolta esclamavi "Oh mio Dio sono traumatizzato. La mamma muore, ad Eva hanno hanno fatto un trapianto di cervello, quei ragazzi se la sono cavata bene durante la Seconda Guerra Mondiale etc..etc". Sono passati 30 anni. Eppure la Mondadori pubblicando quei libri ci ha lasciato emozioni forti e indelebili. Un ricordo di una generazione.

venerdì 6 aprile 2018

Il Viaggio Meraviglioso di Nils Holgersson da Mondadori a Iperborea




Il Meraviglioso Viaggio di Nils Holgersson è un romanzo per bambini, di tipo fiabesco, pubblicato nel 1906 dalla scrittrice svedese Selma Lagerlöf, che l'anno successivo diventa la prima donna a fregiarsi del Premio Nobel per la Letteratura. Il romanzo ideato dall'autrice, insegnante elementare, come libro didattico di geografia da utilizzare nelle scuole, ottiene un grande successo grazie alla fusione di fantasie popolari e realtà, diventando un classico della letteratura per l'infanzia. L'opera narra delle avventure di Nils Holgersson, un ragazzino svedese, che ha l'abitudine di tirare brutti scherzi agli animali. Dopo aver catturato un coboldo in un retino da farfalle, viene rimpicciolito da quest'ultimo e da quel momento inizia a comprendere il linguaggio animale. Trascinato via da una cordicella alla zampa di un'oca domestica chiamata Mårten (pronuncia svedese "Morten"), compie un viaggio sulla sua groppa, insieme allo stormo di oche selvatiche al quale Mårten si aggrega. Grazie a questa avventura Nils viene istruito sulla geografia e sui problemi sociali della Svezia; uno degli episodi più significativi è quello che riguarda la descrizione di una fabbrica di fiammiferi, luogo dove centinaia di bambine lavorano e si ammalano a causa delle pessime condizioni igieniche. Alla fine il bambino dimostra di aver imparato ad amare gli animali quando salva l'oca Mårten, destinata a finire in padella. Il coboldo gli restituisce dunque le dimensioni normali. L'oca domestica torna di buon grado assieme alle vecchie compagne nell'aia, mentre le oche selvatiche riprendono il loro viaggio verso sud e Nils le saluta per sempre; ma in lontananza ode, in risposta, solo uno starnazzare.

Settembre 1982 Mondadori lo pubblica per la collana Libri da Leggere, Marzo 1998 sempre la stessa casa editrice lo pubblica nella collana Master Junior. Novembre 2017 Iperborea lo pubblica per la collana I Miniborei. Al BookPride da buon blogger mi fermo per avere il libro da recensire ma alla fine lo pago scontato. Ci si domanda se era necessaria un'altra, ennesima traduzione di Nils Holgersson. La risposta sta nelle differenze di pagine. L'edizione Mondadori ha 224 pagine l'edizione Iperborea ne ha ben 667. Ad occhio si capisce che solo uno dei due è una traduzione fedele. In questo caso intendiamo l'edizione Iperborea tradotta da Laura Cangemi (per la Junior Mondadori aveva tradotto Ellen Dellen - Fuori, Sotto, Tocca a te, I figli del Mastro vetraio di Maria Gripe autrice svedese e Camilla e i suoi amici di Sandra Scoppettone). 

L'edizione Iperborea ha il pregio dell'integralità del romanzo. La traduzione ben curata. Troverete delle pagine con caratteri corsivi. Sono i capitoli o paragrafi che si possono separare dalla trama principale. A mio avviso è un libro che si dovrebbe leggere interamente in quanto il testo non è stancante. Le illustrazioni di Bertil Lybeck rendono il libro ancora più prezioso in quanto furono le prime in assolute nell'edizione pubblicata da Albert Bonniers Förlag AB a Stoccolma nel 1906-7. Un libro da riproporre al pubblico italiano? Sicuramente sì. La generazione anni '80 si ricorda dell'anime giapponese con la canzone de I Fratelli Grimm (Carlo Romano, Pino Romano, Enzo Romano, Vince Tempera). Oggi invece questo libro sarebbe da riproporre per far conoscere la nazione Svezia ai primi del '900. Una Svezia diversa da come la intendiamo oggi. Sicuramente la scrittrice Selma ha dato il via alle nuovi voce letterarie per far conoscere una nazione piena di magia. Oltre a Selma c'è un'altra grande scrittrice che è Astrid Lindren più conosciuta per il suo libro per bambini Pippi Calzelunghe. Con Nils Holgersson scopriamo la Svezia attraverso un romanzo che ha cresciuto milioni di bambini non solo in Svezia ma anche in tutto il mondo. Perché la Svezia non è solo la terra degli ABBA, Ace Of Base, Roxette, The Ark. Un libro da regalare ai vostri bambini ma anche un libro da leggere da adulti per immergersi nella natura di un grande paese nordico, come la Svezia,  pieno di fascino e magia. Il libro costa 18 euro. Non è propriamente economico ma considerando la grandezza del libro è un grande investimento culturale. 
Mi auguro che le traduzioni dei libri di Maria Gripe siano fedeli quanto quelli di Selma Lagerlöf (altro capolavoro è L'Imperatore di Portugallia letto nella collana I classici della letteratura - Grandi Autrici Corriere della Sera nel 2013). Sicuramente Iperborea è un'ottima casa editrice. Sarebbe bello vedere questi libri anche nei supermercati. Certi libri meritano di essere diffusi e di essere accessibili a tutti. La presenza al BookPride di Milano ha incentivato a farsi conoscere. 
Buona lettura. 

Beltenebros. Causa di una guerra civile spagnola con tensione. Passigli editori.


Ambientato in una Madrid non meno cupa e misteriosa della Lisbona di L’inverno a Lisbona – un altro dei grandi romanzi di Muñoz Molina – Beltenebros si situa nella migliore tradizione del giallo d’autore, carico com’è di suspence narrativa e, insieme, così preciso e convincente nella ricostruzione di una inesorabile caccia all’uomo negli anni della guerra fredda che è anche sofferto viaggio nell’asfissiante atmosfera di una Spagna franchista sempre più sorpassata e anacronistica. Da questo straordinario romanzo, che ha consacrato il suo autore come uno degli indiscussi maestri della nuova narrativa spagnola, è stato tratto l’omonimo film diretto da Pilar Miró e interpretato da Terence Stamp e Patsy Kensit.



È sempre piacevole dire che la recensione che stai per scrivere sarà positiva. E di fatti il libro che vi parlerò oggi è di un autore spagnolo considerato classico moderno, snobbato per lo da tanti, amato dagli intellettuali. Antonio Muñoz Molina nel 1989 pubblicò il libro Beltenebros e nel 1992 il film omonimo di Pilar Mirò vinse ben 3 premi Goya. Ma veniamo al libro.
Innanzitutto bisogna complimentarsi per il lavoro di traduzione di Daniela Carpani. Facile da dirsi “lo spagnolo è uguale all’italiano”. La traduttrice dalla prima pagina ha fatto una traduzione impeccabile perché l’ho potuto confrontare con il testo spagnolo uscito presso la Booket Seix Barral. Quindi do il merito alla casa editrice di saper rispettare gli autori stranieri davvero con un occhio di riguardo. Sempre elogiando la casa editrice, la scelta di pubblicare Beltenebros credo sia ottima non solo per gli studenti di lingue e letterature straniere che hanno scelto la lingua spagnola ma anche per chi ama la Spagna nella sua letteratura meno conosciuta qui in Italia.
Banalmente lo definiscono un libro giallo o al massimo un noir. Non è proprio così. È un romanzo storico che ha sì del mistery ma in un contesto appunto storico non presente a tutti. È una serie di personaggi che amano e odiano ma che ricordano un passato turbolento ossia la guerra civile spagnola. Il personaggio protagonista Darman, vecchio capitano dell’esercito repubblicano esiliato in Inghilterra, torna a Madrid per giustiziare un traditore che non ha mai visto.
Il clima di una Spagna franchista piena di tensione ne fa di questo libro un vero capolavoro assoluto. Lo stile di Muñoz Molina ricorda una sceneggiatura cinematografica e di fatti il clou del romanzo si volge all’interno di un sala cinematografica. Narrato in prima persona lo stile non stanca. Sembra di sentire una storia vera e autentica dal sapore antico.
Il libro oggi andrebbe ripreso in mano, valorizzato e perché no? Anche fatto entrare in classifica. È raro leggere un libro in apparenza di intrattenimento ma anche al contempo insegnare cos’è stata la Spagna durante il Franchismo. Un libro da proporre alle superiori con la voglia di far conoscere il genere noir e poliziesco ma anche un po’ di Storia questa a noi sconosciuta.
Una cosa mi dispiace. Il film di Pilar Mirò non è un noir senza invettiva. La regista che in passato è stata Ministra della Cultura, ha saputo dare una corretta interpretazione del libro e quindi il film ha i suoi momenti di tensione come nel libro. L’errore più comune che avviene spesso in Italia è quello di guardare un film tratto da un libro, giudicarlo e comunque non trovare l’interesse della lettura per capire se si sono rispecchiate le volontà dell’autore. Una cosa comunque rimane certa. Passigli editore ha proposto un libro di alta qualità. Un libro in apparenza leggero ma che in realtà insegna molto. Ha saputo coniugare la voglia di intrattenimento con la formazione del lettore. Se avete l’occasione leggetelo questo libro. Una volta terminato e a distanza di tempo lo riprenderete in mano. Muñoz Molina lo si rilegge volentieri.
Buona lettura.

martedì 27 marzo 2018

Il malessere di una generazione. Fuoco Fatuo di Drieu La Rochelle edito da Passigli Editori.



Il 5 novembre 1929 lo scrittore surrealista Jacques Rigaut, uno dei più cari amici di Drieu La Rochelle, si toglie la vita. "Fuoco fatuo", pubblicato due anni dopo, è il romanzo-testimonianza ispirato dalla sua tragica fine, ma anche l'affresco di un'epoca tormentata che ha avuto in Drieu uno dei suoi più grandi cantori. Alain, il protagonista del romanzo, è il prodotto di una società alla deriva e al tempo stesso un uomo in rivolta, che rifiuta il mondo degradato e privo di valori «eroici» che lo circonda. Lo scrittore francese diventa qui l'osservatore quasi scientifico, per implacabilità e minuzia di analisi, degli ultimi giorni di un uomo che, già sconfitto dagli eventi e dalla droga, ha deciso di compiere l'unico gesto individuale ormai possibile per sfuggire alla menzogna dell'irrealtà quotidiana e per aderire, finalmente, alle cose. 


Parliamo oggi e spesso del disagio dei giovani. Del loro desiderio talvolta di uccidersi e consideriamo questa loro azione un atto incosciente. Il suicidio nei giovani è sempre stato visto come un atto violento privo di qualsiasi forma di raziocinio. Ma non siamo stati mai capaci di leggere il loro pensiero. Fuoco fatuo esce nuovamente in Italia dopo le edizioni precedenti di SE e Mondadori. Tema principale più del suicidio è quel senso di solitudine che non porta a nessuna forma di speranza. Al centro del romanzo vi è un uomo distrutto dalla droga e cosciente che la vita dei "salotti" non porta sicuramente a qualcosa di produttivo. Potremmo definirlo un uomo insensato e inutile, inattivo e impotente nel stare al mondo. Nessuna felicità, niente soldi e quindi rimane l'inettitudine del vivere. Il protagonista Alain è così. Un povero illuso dalla società che però ha capito molto della vita. Ma è anche un romantico annoiato e la stessa noia lo porterà ad una scelta inevitabile. Rimane la droga la sua unica forma di dipendenza che comunque non riesce a togliere. Alain rappresenta il "diverso" della società. Separato dalla moglie Dorothy il culmine del disagio viene rappresentato nell'ultima cena in una ricca casa dove il malessere del protagonista si percepisce fortemente. Alain trova appigli negli oggetti. Diventa un uomo materialista. Pur essendo di bella presenza con i suoi trent'anni a poco a poco viene lasciato da solo tutti anche da chi definiva un suo grande amico. Anche nella clinica per disintossicarsi Alain non ha le giuste attenzioni. e la morte gli rimane il suo unico strumento per mettersi in comunicazione con gli altri. 
Il libro breve ma intenso di emozioni è una parata di ipocrisie. Dame dalla risata facile ma che nascondo enormi frustrazioni e l'egoismo e la falsità che tengono in piedi la società. E una frase colpisce il lettore: La vita non andava abbastanza in fretta in me, devo accelerarla.
Fuoco Fatuo esce per Passigli Editori in una nuova traduzione a cura di Maurizio Ferrara. Una traduzione dal mio punto di vista impeccabile e precisa che rende il volume davvero prezioso.
Un classico francese che va assolutamente letto. E una volta letto il libro è d'obbligo vedere il film del 1963 del regista Louis Malle con un grande Maurice Ronet.
Buona lettura e buona visione del film.